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Figli, più che i bonus servono certezze

È solo, per ora, una proposta, ma il clamore suscitato dall’annuncio della ministra Lorenzin di raddoppiare il bonus bebè del primo figlio (e aumentarlo dal secondo in poi) fino al 31 dicembre del 2020, la dice lunga su quanto scotti il tema delle politiche familiari. E su quanto sia urgente risolvere il problema della natalità. «L’immagine che meglio rappresenta la nostra condizione demografica è quella di un palazzo a cui si aggiungono sempre più piani al vertice mentre si indeboliscono le basi. È ovvio che un sistema così, crolla. Nello stesso modo, un Paese senza giovani non è in grado di sostenere né il sistema sociale, né la ripresa economica» dice Alessandro Rosina dell’Università Cattolica di Milano. Secondo Istat, in cinque anni, si sono perse 66mila nascite, e l’età media in cui le donne hanno il primo figlio è sempre più alta. Ma il bonus bebè è davvero la soluzione? Una risposta, ce la danno i nostri vicini. Senza deprimerci con l’efficienza dei Paesi Scandinavi, in Germania per esempio, da gennaio 2016, ci sono 190 euro al mese per primo e secondo figlio, 196 per il terzo, 221 dal quarto in poi. E fino al 18esimo anno di età. La Francia, che da luglio 2015 ha pure stretto la cinghia decidendo di misurare bonus e reddito, eroga 130 e 296 euro alle famiglie con due e tre figli, e un reddito inferiore ai 67mila euro (la nostra soglia di reddito Isee sono di 7 e 25 mila euro, per dire), scendendo a 32 euro per chi percepisce più di 89 mila euro. Ma la verità è che, in tutti questi Paesi, il bonus è solo una parte degli interventi a sostegno della natalità. «Servono politiche stabili e coerenti e non occasionali o generiche. Serve dare ai giovani lavoro stabile e continuità di reddito. Avere un figlio non può essere causa di impoverimento. Perché questo è il bonus bebè così com’è: una politica di contrasto alla povertà», continua Rosina. Tanto più che i soldi per il nuovo sussidio arriverebbero dai risparmi del bonus bebè 2015 dovuti al calo di natalità… E se l’anno prossimo questi risparmi non ci fossero più? «Nessuno, inoltre, ha mai detto quali sono stati gli esiti del bonus precedente, se e come ha funzionato. Si può rilanciare una misura così importante senza sapere come è andata e solo perché sono avanzati dei soldi?», conclude Rosina. In effetti, considerando che un figlio dura più di una legislatura, sarebbe opportuno avere qualche risposta.

Schermata 2016-05-19 alle 10.29.02Articolo già pubblicato su Gioia! del 12 maggio 2016.

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