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Doppio fondo

 

[Articolo pubblicato su Sette il 3 febbraio 2014Sarà perché lo sci da discesa non è mai stato uno sport per tutte le tasche. Sarà per il desiderio di lentezza e ossigeno che ci prende quando arriviamo in alta quota, ma i dati dell’Osservatorio Turistico della Montagna Italiana, che raccoglie ed elabora statistiche sulle 56 destinazioni sciistiche di 13 regioni italiane, parlano chiaro. La montagna piace slow. E free. E se, per il terzo anno consecutivo, lo snowboard perde consensi (quasi meno 4 per cento) mentre la sciata competitiva pare in stand by, ecco che discipline più rilassate come sci da fondo o ciaspole (vero boom bianco con una crescita del 10 per cento), attraggono sempre più seguaci. Con buona pace di skipass costosi o maestri a perenne disposizione. Strano ma vero infatti, sulle piste da fondo si cominciano a vedere anche i bambini italiani, tanto che i soliti attenti altoatesini hanno approntato pacchetti vacanza dedicati. A Fiè allo Sciliar, paesino ai piedi dell’Alpe di Siusi, l’Hotel Emmy Family Resort mette a disposizione per due giorni un maestro privato per sperimentare gli 80 km piste, praticamente sempre al sole e nella maggior parte dei casi blu, ovvero adatte a principianti e famiglie, che fanno dell’Alpe uno dei paradisi dei fondisti.

E per chi non vuole scendere dai 1850 metri dell’altopiano più vasto d’Europa, ci sono le Spa. I bagni di fieno o i massaggi alle erbe e le saune, sono alcuni dei benefici offerti dall’Hotel Tirler, che produce anche prodotti wellness con acqua di fonte Tirler e oli olio di arnica e cembro, o dal nuovissimo Chalet Dolomites, proprio vicino alla funivia del Compatsch. Il tutto, magari, approfittando del campo di sci da fondo che la campionessa olimpionica Karin Moroder guiderà sull’Alpe dal 15 al 29 marzo. Restando in Alto Adige, altro must per i fondisti è l’Alta Pusteria. Se la Nordic Arena di Dobbiaco è il tempio del fondo da record (nordicarena-toblach.it), è nel piccolo paese di Sesto, all’ingresso della val Fiscalina, che silenzio e relax diventano protagonisti. Proprio sulla pista che conduce attraverso la valle fino ai piedi della Cima Uno e al Piano Fiscalino (1454 m), c’è lo Sport & Kurhotel Bad Moos che, con la sua Spa di due mila mq con grotta sulfurea e bagni alpini, zone relax, peeling alla farina di larice e percorso Kneipp, offre pacchetti speciali per chi vuole coniugare sport e benessere. In Val d’Isarco, un altro gioiello di silenzio bianco vietato alle auto è l’Alpe di Rodengo che, con la sua altitudine compresa tra 1700 e 1900 metri, consente di praticare fondo fino a fine stagione (e una volta la settimana anche al tramonto). 15 km di piste baciate dal sole e adatte a tutti che guardano verso il Sass de Putia, lo Sciliar, le Cime Nove e Dieci, e che si snodano tra baite tipiche come la Starkenfeld Plunau Huette o la Roner Huette, dove fermarsi per mangiare specialità altoatesine o prendere il sole sulla terrazza.

In totale abbandono. Perché, e lo dicono i maggiori esperti di medicina sportiva, lo sci da fondo regala benefici psicofisici. Il paesaggio latteo libera la mente, la coordinazione di braccia e gambe aumenta il consumo di calorie, i movimenti dolci non gravano su articolazioni e muscolatura. Non è solo una moda, insomma, ma un modo per conoscere l’altra faccia della montagna. Vallata nordica per eccellenza, la Val di Fiemme è attraversata, da Predazzo a Molina, da quel tratto della Marcialonga ora finalmente aperto anche ai turisti di tutte le età. La 41esima edizione di questa mitica granfondo si è svolta il 26 gennaio, ma a inventarla è stato, tra gli altri, Nele Zorzi. Originario di Ziano di Fiemme come molti dei campioni fondisti, da Giulietto Deflorian a Bice e Giorgio Vanzetta, ha lasciato il suo nome sulla facciata dell’Hotel Nele nella piana di Roda di Ziano, proprio in uno dei punti più belli di questa marcia. Prima pensione, oggi hotel con una nuova spa gestiti dai nipoti di Zorzi, è un punto di ritrovo non solo più per i fondisti della Nazionale, ma per tutti coloro che vogliono rilassarsi con piscina coperta, biosauna, bagno turco e vasca idromassaggio dopo una giornata sugli sci. Tra i centri fondo più attrezzati della val di Fiemme, ci sono quello del Lago di Tesero, sede di tre Campionati del Mondo e aperto ogni martedì e giovedì fino alle 21, e Passo Lavazè Oclini che, con i suoi 1800 metri di altitudine incorniciati dal Corno Bianco e dal Corno Nero, garantisce piste innevate fino a fine aprile. E ne ha, perché i suoi 80 km sono un eden lontano dal turismo di massa. Morbidi saliscendi tra boschi e pascoli e la possibilità, per i più pigri, di salire in quota anche solo per godersi il sole invernale. Il centro wellness dell’Hotel Dolomiti a Passo Lavazè per esempio, con solarium, sauna finlandese, cascata cervicale, percorso Kneipp e idromassaggio, è aperto dalle 17 alle 19 anche ai non ospiti.

E che l’abbinata fondo-benessere sia vincente, lo dimostra anche la trasformazione che stanno subendo alcune strutture turistiche che, su modello nord europeo, combinano servizi e ospitalità. A Lavarone, il Centro Fondo Millegrobbe si è “fuso” con l’omonima malga trasformandosi in un resort direttamente sui tracciati che portano sul versante veneto. Rinnovata e riaperta a fine dicembre, Malga Millegrobbe offre, da una parte cinque camere con ristorante tipico trentino doc, dall’altra servizio noleggio, spogliatoi e area benessere con biosauna, docce emozionali e cascate di ghiaccio aperta a tutti. Ma la passione per il fondo ha portato gli italiani anche oltre confine. Se la svizzera Engadina, con i suoi 200 km di tracciati, le sue vie di fuga lungo i laghi ghiacciati, la piana di Zuoz o i boschi della val Bever, è da sempre il simbolo di una vacanza meditativa e raffinata, il Tirolo austriaco promette natura e buon rapporto prezzo e servizi. Sulle piste della Pillerseetal, valle nella regione di Kitzbühel, a novembre 2013 ha inaugurato il primo albergo a energia passiva della regione, il Fairhotel. Non aspettatevi lusso e charme, ma efficienza e comodità sì, compresi una serie di pacchetti, come Mental Move o Langlauf Schnuppertage, per chi vuole approfittare dei 150 chilometri di anelli della valle comprensivi di skipass, colazioni bio e lezioni di sci da fondo a prezzi competitivi. Per gli stacanovisti delle piste, l’Osttirol, la parte orientale della regione, ha messo a punto, fino al 1 marzo, anche tour di più giorni per passare da una pista di fondo all’altra, fino a raggiungere, sciando e senza preoccuparsi dei bagagli, l’Alta Pusteria e Cortina. Per questo, certo, ci vuole un po’ più di preparazione. Come del resto sciare o fare skating sulle piste di fondo dei ghiacciai. Aperte anche fino a maggio, regalano panorami stupendi, ma, a quelle altitudini, anche tanta fatica.

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