Donne
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Francesca Reggiani, ragazze si diventa

Dall’8 novembre su Rai 3 torna La TV delle ragazze. Francesca Reggiani era una di loro, una di noi, è stata Sabrina Ferilli, Katia Ricciarelli, Alba Parietti, Marta Flavi… Mentre preparavo il pezzo per Gioia! Educare al femminismo le ho rivolto qualche domanda anche su questo ritorno. Ecco qua l’intervista completa.

Lei ha raccontato le donne sempre prendendole e quindi prendendosi in giro. Quanto è importante avere verso se stesse uno sguardo ironico, anche per raccontare discriminazioni e stereotipi?

Naturalmente l’ironia è importante come risposta a tutte le questioni della vita, agli accadimenti del quotidiano. E con l’ironia si possono dire cose molto più vere ed efficaci di quelle che troviamo scritte nei saggi. Oggi la forma si è trasformata in sostanza, questa è la realtà. E questo segno del cambiamento del tempo, rispetto a quando eravamo ragazze noi e c’erano certe ideologie, è sintetizzabile nel pensiero della ragazza che porto in scena che alla domanda se sia più rilevante la bellezza o l’intelligenza risponde: «Fra bellezza e intelligenza oggi è sicuramente più importante la bellezza, nessuno mi hai mai dato una pacca sull’intelligenza».

So che ha una figlia ormai grande, una ragazza, da madre con una grande attenzione verso le questioni femminili, come l’ha educata? Esiste, secondo lei, un modo per educare al femminismo e alla pretesa della parità? 

Io con mia figlia sono stata molto presente e affettuosa. Ho fortemente desiderato di diventare mamma e la fase della gestazione non è stata semplice, sarò sempre riconoscente alla Dott.ssa Paesana che mi ha aiutato durante tutta la gravidanza. Mia figlia ha ormai 23 anni e quello che le ho insegnato è che, indipendentemente dall’essere maschi o femmine, è fondamentale l’autonomia: l’autonomia di pensiero, l’autonomia in tutto. Credo di essere stata un’ottima madre: attenta, premurosa e tenera. Mia figlia ha preparato la tesi di diploma e sa come l’ha intitolata? Come sarebbe il mondo se non fossero state messe a tacere le più importanti scoperte femminili da Ipazia a Margherita Hack. E quando le ho chiesto chi le avesse suggerito questo titolo mi ha risposto che ci aveva pensato da sola…

Lei è stata una delle protagoniste della “TV delle Ragazze”: rispetto ad allora, il modo di raccontare le ragazze è cambiato? In meglio o in peggio?

Rispetto ad allora, la prima cosa a cui penso è che ancora oggi quando andiamo a teatro a vedere una donna, diciamo: “vado a vedere il teatro al femminile”. E ancora: vado alla lettura al femminile, al festival al femminile. Non è che quando vado a vedere Brignano o Proietti a teatro dico di essere andata a vedere un teatro al maschile. Gli uomini e le donne sono persone. Mi auguro che prima o poi si possa dire “sono andata a teatro” anche quando si va a vedere un monologo interpretato da una donna.

 

 

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