Adolescentia, Storie
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Generazione Greta. Il futuro è adesso

Altro che apatici e individualisti. Pensavamo fosse la generazione del futuro e invece si sono presi il presente. Greta Thunberg, la 16enne svedese che ha promosso i Fridays For Future per richiamare l’urgenza della sostenibilità ambientale, e che sarà il 19 aprile alla mobilitazione settimanale di piazza del Popolo a Roma (il giorno prima l’incontro con la presidente del Senato Elisabetta Casellati), è stata solo la miccia. I così detti teen innovator sono tantissimi, dall’India all’Ucraina, dall’Africa agli Stati Uniti. «È la prima volta che dei ragazzini si impegnano in modo concreto. E non solo con opinioni, ma con azioni e soluzioni» dice Marco Gualtieri (qui intervista integrale), che dal 2016 porta sul palco di Seeds&Chips-The Global Food Innovation Summit i teenager che salveranno il pianeta. Quest’anno, dal 6 al 9 maggio, partecipano anche coloro che avranno presentato la candidatura per la Call for Teenovators organizzata con la Fondazione Francesca Rava. «Ciò che li rende vincenti, è proprio la loro mentalità. Anche grazie agli strumenti digitali possono raggiungere coetanei dall’altra parte del mondo, informarsi su ogni cosa, e non percepiscono quindi ostacoli o cose impossibili a realizzarsi. Cresciuti in un mondo in cui l’auto elettrica è realtà, consapevoli che è sulle loro spalle che ricadranno, nei prossimi anni e non secoli, le nostre non-scelte, chiedono solo: cosa stiamo aspettando?». Una domanda che mette in un angolo noi adulti, colpevoli di richiudere gli adolescenti in una stupida passività mentre la loro mente, come insegna Daniel J. Siegel, un’autorità internazionale in psichiatria, ha quattro indiscusse qualità – intensità emotiva, impegno sociale, ricerca di novità ed esplorazione creativa – da cui abbiamo solo da imparare.

Ayrton Cable, 16 anni: Essere o non essere sostenibile, questo è il dilemma

«Le persone pensano ai giovani come alla generazione futura, ma noi siamo la generazione di adesso e siamo noi che possiamo trovare una soluzione ai problemi globali». La prima volta che Ayrton ha parlato al parlamento inglese aveva 9 anni, per un disegno di legge su condizioni più etiche nell’allevamento degli animali. Poi, a 13, insieme al padre Paul, è partito per l’Africa per costruire 10mila scuole in 25 anni e formare con esse intere comunità su istruzione, energia e salute. Ma in quel viaggio in Malawi Ayrton vide anche con i suoi occhi che un suo coetaneo, mentre lui faceva tre pasti al giorno, mangiava solo una volta e senza accesso all’acqua potabile. Al ritorno ha fondato così il Water, Food and Air Youth Awards per coinvolgere i bambini nella risoluzione dei grandi problemi del pianeta e premiare le innovazioni locali a bassa tecnologia ma alta efficienza ambientale. Ad oggi hanno partecipato 100mila bambini da dodici Paesi, facendo di Ayrton uno dei giovani imprenditori sociali leader a livello mondiale

Nikita Shulga e Sophia-Christina Borisyuk, 13 anni: Insegniamo all’Ucraina la raccolta differenziata

Due compagni di scuola di Kiev che si accorgono dello spreco alimentare generato dagli scarti della mensa scolastica e decidono di pensare a un sistema di compostaggio per creare concime. Nikita e Sofia fondano Compola nel 2016, in un Paese in cui compostaggio e riciclaggio sono cosa rara. In poco coinvolgono 200 scuole, ottenendo il sostegno del Ministero dell’Economia e della Pubblica Istruzione. Dopo aver ricevuto, il Children Climate Prize 2018e l’International Eco-Hero, oggi si stanno preparando a fornire i loro sistemi di compostaggio ad altre mille scuole ucraine con l’obiettivo di arrivare a tutte le 18 mila presenti. Amano i gatti, i cani e giocare a scacchi, ma, come dicono loro, hanno soprattutto coraggio e perseveranza.

Muhammad Haaziq Kazi, 13 anni: Ripulirò gli oceani dalla plastica

È bastato un documentario National Geographic, scoprire delle otto tonnellate di plastica gettati in mare ogni anno, che Haaziq ha deciso di prendersi carico della preservazione della vita marina. E ora, dopo cinque anni, il progetto della sua nave è pronto. Ervis, come si chiama la barca lunga 40 metri, larga 12 e alta 25, alimentata da energia pulita e dotata di un sistema pompe idrauliche e filtri che aspirano i rifiuti poi separati in apposite stanze, per ora è solo un prototipo in cerca di finanziamenti, ma molti professionisti hanno già dato consigli per la fattibilità. Il ragazzino indiano un risultato però lo ha già ottenuto: aumentare la consapevolezza tra i coetanei sulle conseguenze dell’inquinamento degli oceani, condividendo con loro tutti i dati scientifici che ha imparato in questi anni.

Haile Thomas, 18 anni: Salvo il mondo cominciando dalla tavola

Ormai “grande”, questa ragazza americana è stata definita da Michelle Obama “un esempio per tutte le piccole ma potenti voci che possono cambiare il mondo”. Fondatrice dell’organizzazione non profit HAPPY (Healthy Active Positive Purposeful Youth), è la più giovane Health Coach degli Stati Uniti, e da quando ha iniziato, a 12 anni, ha già coinvolto 17 mila bambini americani e 34 mila nel mondo. Tanto che nel suo sito hailevthomas.com ci sono podcast di ragazze che, come lei, lavorano per ottenere fiducia in se stesse e migliorare la propria vita. Cosa che, secondo Haile, si può fare con uno stile di vita sano e un’alimentazione rispettosa di se stessi e dell’ambiente. Nel caso di Haile, la motivazione è arrivata quando ha visto che sempre più bambini soffrivano di patologie come diabete, malattie cardiache e obesità, patologie che avrebbero minato alla base le loro potenzialità. (Haile non sarà presente a SeedsandChips, ndr)

Articolo già pubblicato su Elle Italia aprile 2019.

 

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