Me.
Leave a comment

gioventù bruciata

Pare che la ministra Elsa Fornero si sia molto risentita della mancanza di donne nella Delegazione del Giovani incontrata a Palazzo Chigi. «Così non si va da nessuna parte», avrebbe detto, minacciando di andarsene. Il mondo politically correct gioisce, le donne incoronano l’ultima pasionaria del femminismo. Io, invece, dopo aver applaudito, sono rimasta di stucco alla replica del giovane Carmelo Lentino: «Sì è vero, ma anche dall’altra parte ce n’era una sola… ». Quel “ma anche” mi ha lasciato con uno sgomento interiore al pari di quando vedo scaldare il pesto genovese prima di versarlo sulle trofie. O quando mi accorgo che qualcuno mi ha messo il parmigiano reggiano sopra gli spaghetti allo scoglio. Continuiamo così… facciamoci del male. Io non so cosa sia cambiato nel giro di poche generazioni, certo è che Carmelo Lentino, anni 31, mi sembra che sia giovane solo all’anagrafe. Il che, è pur vero, ha la sua importantanza. C’era una volta, e nemmeno tanto tempo fa, in cui ai giovani, delle mancanze dei vecchi, non importava proprio nulla. Anzi. È proprio lottando contro quelle mancanze che mettevano le basi di un futuro diverso e migliore. E c’era una volta, non tanto tempo fa, in cui i giovani non si facevano indebolire dalla disillusione, anzi, constatando l’inadeguatezza di un mondo ormai vecchio per il loro domani, alzavano l’asticella della loro dignità invece che abbassarne il prezzo. “Ma anche” è come dire “in fondo siamo come voi”, perché vi arrabbiate? “Ma anche” è la legittimazione di una continuità con il passato, la rinuncia definitiva al valore della disobbedienza. E “ma anche”, mi duole dirlo, è la spia che di figli illegittimi, il berlusconismo della gioventù giovanile e della bellezza ridotta a centimetro, ne ha fatti parecchi. Perché in fondo, un giovane che cerca consolazione negli sbagli di chi lo ha preceduto ha bruciato già metà della sua spinta verso il futuro. Forse era meglio sentirsi invincibili e puri, forse era meglio essere folli e affamati, forse era meglio illudersi di aver degli ideali. Tutto pur di non dire “ma anche voi … siete come noi”. E allora, dico io, a cosa serve presentarsi come giovani? Troppo facile vincere con la carta d’identità. La vera sfida sono le idee e il coraggio di proporre visioni e mondi diversi. Perché il cambiamento è necessario, ed è anche naturale. Per chi è giovane. Fuori e soprattutto dentro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.