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il futuro è femmina

Vacanza non giustificata. Avrei dovuto scrivere ogni giorno così sono  molto indietro. Mi sono messa da parte questa notizia apparsa il 4 dicembre sull’Huffington Post, il blog americano fondato nel 2005 da Arianna Huffington e che in breve tempo è diventato uno dei siti di riferimento per capire dove sta andando la società americana (si dice che sia stato determinante per far vincere Obama). Sull’HuffPo appunto, Marcia Reynold annuncia che i prossimi dieci anni saranno dieci anni in rosa (The Decade of the Woman is Upon Us). Abbiano appena cominciato, ma entro il 2020 le donne saranno a capo di tutti i settori della società, soprattutto perché saprano essere padrone di quei mercati emergenti che vanno dal microcredito alle nuove tecnologie verdi. 970 milioni di donne che non si sono mai sedute al grande tavolo del business globale lo faranno, altre si metteranno a capotavola. Si parlerà di She-Economy e di un GEN Y che dominerà molti settori professionali, dalla medicina all’educazione. In tempi di oroscopi (siamo a fine anno), e facendo le debite proporzioni visto che l’onda lunga dei cambiamenti nella società americana arriva qui, ai confini dell’Impero, sempre con qualche anno di ritardo, quello che scrive la Reynolds è davvero una ventata di ottimismo. Ora, non è che non si vedano donne al potere. E non è che in passato, come ho già scritto, non si sia parlato di quote rosa, Womenomics, She-Economics (etc), ma la domanda è: quali sono gli strumenti per far strada e appoggiare concretamente il talento femminile? A guardar bene, quando una donna riesce ad assumere un ruolo di responsabilità importante, lo fa da cane sciolto. Arriva da sola, lavorando il doppio e facendosi molti nemici, molti dei quali, donne. Anzi, le donne sono le peggiori. Nella loro scalata all’Impero assimilano, consciamente o inconsciamente, tutti gli stereotipi maschili, annegando la parte femminile di se stesse perché considerata perdente. Per dirla in una parola, le donne, al contrario degli uomini, non sono capaci a fare lobbying. Come se nel loro retaggio comportamentale non venisse mai meno quella dinamica competitiva tra madre e figlia: così le donne al potere raramente si circondano di altre donne, ma più facilmente cercano appoggio nel potere (consolidato) maschile. Creare e vivere secondo le nostre scelte, rispettando la tipicità e unicità delle nostre espressioni, trovare insieme la nostra strada in rosa, rivendicando il rosa, è l’unico modo perchè questo decennio al femminile abbia davvero inizio. Ricordiamocelo la prossima volta che facciamo delle scelte, che decidiamo che film andare a vedere, che cosa comprare, chi votare, il medico a cui ci rivolgiamo. Può sembrare sessista, ma è anche il primo passo per rispettare e far rispettare noi stesse. The Decade of the Woman is Upon Us.

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