Me.
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il mio giardino

Vivo in una piccola casa con giardino. Da provinciale quale sono, non potevo rinunciare agli spazi verdi e allontanare dalle mie finestre il più possibile macchine, cemento e rumore. E poi avevo visto quel meraviglioso film di Mike Leigh, Secrets & Lies, e quel giardino di una casa in periferia che si vede nella scena finale, trasandato e sporco, eppure capace di accogliere la pace e la speranza di una madre che aveva ritrovato le due figlie. Questo è il mese più bello per chi ha un giardino, anche a Milano. Rose, peonie, gelsomino e glicine, esplodono di vita. Nonostante l’inquinameno, l’aria immobile, il sole spesso velato e un clima, diciamocelo, terrificante. Eppure, ogni anno, nonostante le gelate, le nebbie, i funghi e i parassiti che un’estate afosa e opprimente ha praticamete reso invicibili, ecco qua, che il profumo della vita ritorna. Vorrei invitare (virtualmente) in questi 80 metri quadrati tutti e tutte coloro che, per compulsiva abitudine, non perdono mai l’occasione di deprimere gli entusiasmi, fomentare miraggi di fallimento, promuovere la critica denigrativa e non propositiva, incoraggiare la paura di fare, o provare a fare. Ne conoscerete anche voi di questi individui sempre pronti a dare dei buoni consigli quando, come diceva Fabrizio De André, non si può più dare cattivo esempio. Bene, a loro direi: «Se solo voi vedeste la forza della rinascita. Se solo voi sentiste il profumo delle mie peonie».

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