Me.
comments 4

il richiamo del padrone

Sarà anche una non notizia, ma il fatto che Urso, Ronchi e Scalia abbiano lasciato Fli per tornare nelle braccia del padrone, mi ha, almeno, mosso il sopracciglio. Non che io mi stupisca degli andirivieni della politica (con la “p” minuscola), piuttosto mi rassegno allo sconcerto che sempre mi provoca una così diffusa incapacità di disubbidienza. Come presi da un innato istinto all’omologazione, dovunque mi giri, sarà mai possibile che sia così difficile avere il coraggio di intraprendere una strada nuova? Di gridare, come dicevo qualche post fa, fuori dal coro? Qualcuno mi ha detto che è puro calcolo politico. Sarà. Io credo piuttosto che uno degli effetti devastanti della cultura degli ultimi decenni (berlusconismo?) sia quello di aver accarezzato, e nutrito, una delle nostre patologie endemiche: quella di avere una certa tendenza alla dottrina secondo cui si sta tutti e tutte, acriticamente, o da una parte o dall’altra e, va da sé, con una smaccata preferenza per il carro più affollato, esattamente come si tifa di più per la squadra che ha più trofei. Ci sono groupie dappertutto, dal tavolo dei potenti alle piazze delle donne, ovvero ci sono groupie dovunque la parola consenso coincida con quella di successo. Per questo mi aveva insospettito l’entusiasmo bulgaro per gli spot di Snoq a Siena. E per questo oggi ho scritto personalmente a Giovanna Cosenza che, nel suo blog, aveva indicato alcune criticità dello stesso evento. Tra queste, una certa tendenza alla retorica con conseguente mancanza di concretezza, per altro denunciata anche da alcune giovani presenti a Siena e videointervistate da Repubblica. E poi oggi leggo un post, Le donne e la puzza del rosa, che sembra davvero un attacco a Snoq (insieme ad altri post collegati), e che non in tutto mi trova d’accordo, ma che apprezzo molto quando si sofferma sulla differenza tra evento politico ed evento mediatico. Perché la politica implica una scelta e le scelte, per loro stessa natura, non possono essere gradevoli e simpatiche a tutte. Non vorrei che anche questo entusiamo rosa fosse solo una modalità più festosa per compiacere al richiamo della voce del padrone, un padrone che pur di far numero, di ingrandire le proprie file e la sua voce, si astiene dal fare delle proposte politiche reali. Insomma, mi piacerebbe sapere se Snoq è alla ricerca di fan o di donne pensanti che potrebbero avere anche quel, di solito pessimo, carattere che le porta a non essere d’accordo, a coltivare uno spirito, e una mente, critiche. Personalmente, le voci fuori dal coro, mi piacciono molto. Ne apprezzo persino il coraggio della loro solitudine. Una solitudine che nasce dall’allontanamento da quella folla festante che insieme, ma sempre ai piedi di qualcuno, come diceva Milan Kundera, grida lo stesso nome.  Nulla di più pericoloso. Per questo rigrazio sempre chi si ritrae dai facili entusiami, chi è disposto a prendersi i fischi (Flavia Perina e Giulia Bongiorno), chi è restato a casa in silenzio, e chi in silenzio lavora da anni senza aver questa potenza di fuoco mediatica. E senza alcun padrone.
 
 

4 Comments

  1. Manuela Mimosa Ravasio says

    Carissima Laura, anch'io a Siena c'ero. Dal buco della serratura, come dico io, ma c'ero. E tu credo conosca le ragioni profonde per cui io ho vissuto Siena dal buco della serratura (io e non solo io). Quello che il mio blog si impegna a fare, oltre ad aver sempre sostenuto DiNuovo e Snoq, è di mantenere una voce critica e lucida. Non amo gli eccessivi entusiami e soprattutto non amo chi cavalca gli entusiasmi per generare consenso facile. Siena è stato un grande successo mediatico, sono state dette delle cose interessanti (io ho fatto i miei personali complimenti a Flavia Perina), ma è indubbio che ci sono molti aspetti critici nel movimento e molti di questi aspetti sono emersi dalla Rete, la stessa Rete che si vorrebbe governare o usare per creare unità nel movimento femminile. La cosa che mi ha colpito di più è ciò che ha scritto Giorgia Vezzoli sul suo blog: “Scrissi di nuovo al comitato SNOQ chiedendo come funzionasse il loro movimento, chi prendesse le decisioni e che tipo di dinamiche democratiche avessero pensato di instaurare per accogliere i contributi altrui e prendere le decisioni collettivamente, ma su questo punto non ottenni una risposta per me soddisfacente, se non che la cosa sarebbe stata argomento di discussione all'incontro di Siena. Spero che così sia successo”. Bene, io penso che un'Associazione e un movimento leale dovrebbero essere trasparenti nel comunicare il loro Statuto e i loro Organi Direttivi.. se ci sono delle reticenze in questo, allora sorge il lecito dubbio che possano esistere delle difficoltà ad eleggere democraticamente quella stessa struttura che consentirebbe di essere al movimento realmente efficace. La domanda che viene dalla Rete è seria: che cosa vuol essere Snoq e/o DiNuovo? Un consesso di care amiche o un soggetto politico? Che cosa propone? Chi lo rappresenta? Che tipo di regole, anche etiche, sostengono il movimento e le perone che ne fanno le veci? Mi auguro solo di tutto cuore che a tutte queste domande Snoq risponda, perchè sarebbe un grave danno al Paese e a tutte le donne che ora hanno preso fiducia, non farlo. La mia personale e recente esperienza mi rende dubbiosa, molto dubbiosa. Ma se i fati mi smentirnno sarò la prima ad esserne felice.

  2. Cara Manuela,
    ti assicuro che di donne pensanti a Siena ce n'erano eccome! e posso dirti anche molte giovani con idee chiarissime e con una voglia di esserci veramente contagiosa.
    Sono andata a Siena con molto entusiasmo ma con me c'erano donne della mia città inizialmente critiche sull'incontro. Sono contenta che invece abbiano lasciato Siena con una rinnovata voglia di inziare una sfida, difficile, complessa ma, forse proprio per questo, allettante. La strada è tutta in salita, ma la determinazione dimostrata dalle donne (ti posso assicurare la maggior parte) presenti a Siena non può che rendermi felice, come lo sono stata il 13 febbraio. Per la precisione i fischi non li hanno presi solo la Perina e la Bongiorno e quello che ho più apprezzato è stato che non c'era il tifo da stadio. I fischi o gli applausi, condivisibili o meno, erano indirizzati non alle persone, ma alle cose che dicevano!Sono perfettamente d'accordo che non tutte le donne pensanti e motivate fossero a Siena: ne conosco anch'io tante che continuano a lavorare per la causa in solitudine(e a loro sarà sempre rivolto il mio ringraziamento!) ma credimi l'incontro di Siena è stato un'iniezione di entusiasmo, di voglia di stare insieme, di ritrovarsi con qualcuna, di conoscersi con altre, di scambiare esperienze, di condividere dubbi, preoccupazioni che mi ha fatto vivere due giorni pieni, vitali e che non dimenticherò facilmente!

  3. Manuela Mimosa Ravasio says

    riporto qui sotto per l'arricchimento della discussione i commenti che altre hanno lasciato su FB
    Cinzia Romano
    Care amiche, io non ero a Siena ma ho seguito in streeming, ho letto soprattutto i vostri commenti e le vostre impressione, e continuo a leggere i dubbi e le perplessità di molte. Tutte lecite. Noi stesse, come gruppo, non abbiamo ricevuto …Mostra altro
    18 ore fa · Non mi piace più · 7 persone
    Stefania Barzini
    Non c'ero neanche io a siena ma ho seguito tutto e letto i vri articoli, blog ecc. Per quel che mi riguarda SNOQ è un grande contenitore che ci raccoglie tutte e che è in grado di dare risonanza mediatica a quello che poi ognuno dei gruppi che lavorano sul femminile fa, e perciò sono felice che abbia questa visibilità. Il resto dobbiamo farlo noi, compito di ciascuna di noi, dei nostri gruppi lavorare nei nostri territori, dal basso, su più campi che ognuna di noi dovrà individuare. Non credo che Snoq vofglia e debba essere altro che questo, non si tratta di una misteriosa organizzzazione con propri oscuri fini, Snoq siamo noi e vi assicuro che il fantomatico comitato direttivo è fatto da poche persone, a parte i nomi noti, ci sono poche altre donne e ragazze che si fanno un mazzo quadro per organizzare ogni volta eventi e manifestazione, che, ringraziando il cielo hanno un grande impatto mediatico. Grazie a loro e grazie a noi che siamo tante.
    17 ore fa · Mi piace · 1 persona

  4. Manuela Mimosa Ravasio says

    Manuela Mimosa Ravasio
    ‎@ Cinzia e Stefania non voglio sminuire il lavoro di Snoq per il 13 febbraio, l'ho sostenuto da sempre… il mio (e quelli di altre donne) è un doveroso appunto di criticacronaca che dice: 1) ok entusiasmo ma attente, ci sono anche molte voci dissonanti che esprimono BI-SOGNI che andrebbero ascoltati perché sono BI-SOGNI interessanti e leciti 2) che cosa è la Rete? se intendiamo la Rete come un coro di voci che gridano la stessa cosa, prendiamoci un té e chiudiamoci in un salotto. Se invece vogliamo fare Rete (che è poi quello che dice di voler fa Snoq) sarebbe meglio avere il coraggio di accogliere altre voci 3) Snoq ha detto più volte di voler fare politica e quindi si propone come un nuovo soggetto politico: credo che sia la cosa più interessante che dice, la sfida più grande… le ho apprezzate fin da subito per questo!.. e di fatto del consenso politico l'hanno già mosso (vedi Milano), ma ora serve un passo in più. Perché non basta muovere consensi su quello che c'è già (il virile PD?), bisogna fare scelte e proposte di legge che arrivino veramente dalle donne e per le donne. E per fare questo bisogna dichiarare e dichiararsi… anche politicamente
    17 ore fa · Mi piace · 2 persone
    Stefania Barzini
    ‎@mimosa: sono d'accordo ma non credo sia compito di Snoq di andare a sollecitare altre voci, sono le altre voci che debbono parlare e dire la loro. Ho la sensazione che si aspetti da Snoq una sorta di imprinting materno, che viene dall'alto, io la vedo differentemente, se abbiamo cose da dire, anche altre e diverse da quelle che dice il comitato è bene dirle, e soprattutto agire e farle, perchè a me invece quello che spaventa è l'eccesso di parola. Adesso credo che si debba passare ai fatti. E credo sia compito di tutte noi indicare quali siano i fatti che ci interessano e sui quali vogliamo muoverci.
    16 ore fa · Non mi piace più · 3 persone
    Serena Omodeo Salè
    sapete una cosa? di colpo NON mi piace che un movimento che di volta in volta, secondo le occasioni, si appoggiava a uno slogan che piaceva a tutte, improvvisamente diventi lo “SNOQ”. Se un movimento diventa una sigla, automaticamente ci sarà chi è dentro e chi è fuori, non per scelta, ma per qualcos'altro. Starei molto, molto attenta a non sottovalutare le sfumature, e il passaggio da concetto a sigla è molto più che una sfumatura.
    4 ore fa · Mi piace
    Stefania Barzini Io non starei a fare troppi sofismi, ripeto quello che mi preoccupa è l'eccesso di parola, mi sembra che non ci facciamo un bel regalo se continuiamo a sottolineare distinguo o a voler a tutti i costi etichettare un movimento che resta per l'appunto movimento. Credo che sarebbe meglio cominciare a pensare cosa vogliamo fare quest'autunno. E poi magari saremo noi a comunicare a Snoq i nostri obiettivi.
    3 ore fa · Mi piace

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.