Me.
comments 2

il silenzio degli uomini

Il silenzio degli uomini oggi è ancora più assordante. La sentenza della Cassazione che consente al giudice di applicare misure cautelari alternative e diverse dal carcere per lo stupro di gruppo rimette in circolazione vecchi fantasmi, vecchie paure, vecchie barbarie. Anche per questo forse, Loredana Lipperini nel suo blog ha voluto commentare la notizia riproponendo in toto il vecchio monologo di Franca Rame. In fondo, per la violenza sulle donne il tempo della giustizia si è fermato alla fine degli anni Settanta, quando facevano scalpore i primi processi. Qualche giurista (donna) parla di un passo indietro, nella normativa, ma soprattutto nella cultura. Ecco perché oggi il silenzio degli uomini è ancora più assordante. Oggi che i nostri cugini francesi, in meno di 24 ore dall’inizio della polemica, fanno ritirare i manifesti pubblicitari del film Les Infidèles perché offensivi per la dignità della persona-donna (facevano vedere solo una parte del corpo e in posizioni allusive). Il protagonista, Jean Dujardin, ci stava rimettendo la sua corsa all’Oscar. Ecco, come scrive Iaia Caputo nel suo nuovo libro Il Silenzio degli Uomini (da cui come è ovvio ho preso il titolo del post), dall’8 febbraio in libreria, «mai come in questo momento, gli uomini sembrano non avere le parole per “dire”: la paura e lo smarrimento, la fragilità e i desideri (nuovi) di un genere che è stato il dominus del mondo per millenni, e che da tempo non lo è più». Sarebbe importante invece che dicessero anche su questo argomento, perché il libro di Iaia Caputo sembra proprio una chiamata alla parola all’altro sesso. Ci dicano dunque di quella che la scrittrice definisce la «condizione tragica del maschile» che nella dismisura di una sessualità (incapace di evolvere), e nella scorciatoia della violenza ha le sue derive più preoccupanti. Nel libro, Iaia Caputo indaga sui padri che uccidono i figli, ma anche sulla nuova paternità che ha scoperto la gioia della cura e della prossimità dei corpi; sulla progressiva devirilizzazione degli uomini e decodifica i gesti che hanno caratterizzato la politica e la sfera pubblica negli ultimi vent’anni, mettendone a fuoco l’arroganza, la volgarità e l’urgenza di costruire e denunciare un nemico; riflette sulle forme del desiderio maschile attraverso l’esemplarità del caso Marrazzo o dell’affaire Strauss Kahn – passando, evidentemente, per il “ciarpame senza pudore” dell’era berlusconiana. Un libro importante, direi quasi necessario, come è necessaria la parola degli uomini e non il loro silenzio. Si legge nella quarta di copertina: «I nuovi maschi sono così simili ai vecchi: scambiano l’amore e la libertà con il potere, il denaro, il sesso. Combattono sempre un nemico, reale o immaginario. Comprano donne, le stuprano, le uccidono. Magari è arrivato il tempo di parlare finalmente di una questione maschile, ancora mai affrontata, ma per farlo è necessario rompere il millenario silenzio degli uomini. A voi la parola.

P.s. Alla libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano il 14 febbraio ci sarà la prima presentazione pubblica del libro Il Silenzio degli Uomini.

2 Comments

  1. Manuela Mimosa Ravasio says

    grazie e benvenuta!!! metti i miei link dove vuoi… mi fa solo piacere.. a presto

  2. sei una scoperta …grazie a Sabrina:)
    il tuo blog e' ossigeno
    provvedo subito a inserirti nelle mie letture
    e ti dispiacerebbe se ogni tanto mettessi il link a qualche tuo post ?
    ciao

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.