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In vacanza a casa dell’architetto

Non è certo il confort che spinge a soggiornare in una delle venti stanze all’interno del L’Unité d’Habitation di Le Corbusier nella periferia di Marsiglia. Di radioso, quelle camere fin troppo minimaliste con mobili originali dello stesso Corbu, Charlotte Perriand e Jean Prouvé, hanno la vista e un glorioso passato, ma non lo standard a cui siamo abituati oggi quando dormiamo in un cinque stelle. All’ingresso qualcuno fa notare che le targhe dei residenti riportano un ugual numero studi di architettura e di psichiatri, e che i lunghi corridoi potrebbero suscitare sinistri pensieri. Tuttavia l’architettura, soprattutto quando è rivoluzione dell’abitare, è anche un’esperienza da vivere. Ne sanno qualcosa Connie Lindor e Scott Muellner, a loro volta laureati in architettura all’Università del Minnesota College of Design, e fondatori di PlansMatter.com, il sito sui cui si possono affittare, anche per il breve periodo di una vacanza, case di architetti moderni e contemporanei. C’è la Kinney House di Frank Lloyd Wright a Lancaster (foto di apertura), nel Wisconsin, progettata nel 1951 per la famiglia Kinney, ed esempio perfetto di come si possa realizzare un monumento di architettura con un budget limitato. C’è la Magney House di Glenn Murcutt nel sud dell’Australia: un volume di metallo e vetro affacciato sull’Oceano Pacifico. E c’è la casa di Bruno Taut a Berlino, quasi un museo del primo modernismo tra arredi anni Venti, un giardino di alberi d frutto e una piccola biblioteca sul Bauhaus.

Ma la domanda è questa: può un’alleanza tra ospitalità e design dare vita a nuova forma imprenditoriale? Secondo Daniela Fantini, titolare della storica azienda di rubinetterie, sì. Tanto che a Pella, sul Lago d’Orta, ha da pochi mesi inaugurato la sua casaFantini/laketime, un buen retiro che porta la firma di Piero Lissoni e che vuole rendere vivibile il meglio del design italiano, paesaggio compreso. Certo, non è solo per pura sperimentazione, ma anche per necessità se, marchi come Cassina, B&B Italia, Moroso e Molteni, hanno accresciuto nel tempo in modo considerevole la loro divisione contract, fino a firmare lo stile dell’ospitalità nei più famosi hotel di lusso di tutto il mondo.

La veneta Lago si è spinta oltre e ha creato in toto Cocoon Maldives. Loro la definiscono una nuova, e unica, esperienza di viaggio e di accoglienza, e di fatto è il primo resort dell’Oceano Indiano in cui il design è protagonista assoluto, insieme a quel Community Table in legno wildwood lungo venti metri che campeggia nella zona giorno e che dovrebbe portare lo spirito tutto contemporaneo della condivisione nell’atollo di Ookolhufinolhu. Diversa la storia del Castello di Saareck, a Mettlach, al confine tra Germania, Francia e Lussemburgo, esclusiva guesthouse di Villeroy & Boch. Fino a pochi anni fa era l’antica residenza di caccia progettata nel 1902 dall’architetto Ludwig Arntz per Adeline e Luitwin von Boch, direttore generale di Villeroy & Boch dal 1917 al 1932, e oggi si può prenotate su Booking.com. Quasi intatta la disposizione originale, i dipinti e i trofei di caccia, la sala del caminetto e quella del pianoforte a coda Steinway, i mobili in legno lavorato a mano, e le boiserie in stile Belle Époque.

Articolo già pubblicato su Repubblica del 15 giugno 2018

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