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La montagna incantata

[Pubblicato su Style Piccoli luglio-agosto 2015] Imparate da quello che disse la Regina ad Alice. Per credere alle cose impossibili bisogna allenarsi. Almeno una mezz’ora al giorno. In questo modo, le cose impossibili possono arrivare a essere persino sei, e prima di colazione. Cosa impossibile numero uno quindi: entrare nella Sala Blu Klein e sentire un freddo agitato e, a seguire, un caldo tranquillo. Poi, passati nel Duomo di Cristallo, vedere il mondo allargarsi nel riflesso di 595 specchi. E nella stanza della Silent Light, immergersi in un inverno scintillante di cristalli di ghiaccio. E siamo a tre. Appena in tempo per infilarsi in un corridoio e sentire il suolo crepitare e accorgersi che, passo dopo passo, tutto si gela e si illumina. Fuori, nel Giardino del Gigante, la grande nuvola fluttua su uno specchio nero e cambia insieme al tempo. Così, si arriva alla cosa impossibile numero sei: un’immensa mano-labirinto in cui perdersi e riconcorrersi… Le sorprese dell’appena rinnovato parco dei Mondi di Cristallo Swarovski di Wattens, a 13 chilometri da Innsbruck, però, non finiscono qui. Per il suo ventennale infatti, il parco tirolese, oltre a rifarsi il look, ha arricchito lo spazio dedicato ai bambini con una torre formata da 160 sfaccettature specchianti tutte diverse tra loro. Dentro, lo spazio si esplora anche a testa in giù: arrampicandosi (fino a 14 metri!), ondeggiando, scivolando e oscillando. Ecco perché, i Kristallwelten sono il punto di partenza ideale per dare inizio all’avventura nei mondi delle meraviglie del Tirolo austriaco. Montagne incantate che custodiscono prodigi per chi fa del gioco un’arte della natura.

Sempre nella regione di Hall Wattens, per esempio, a 1.560 metri di quota, nel massiccio di Glungezer, c’è uno dei boschi di cembri più grande d’Europa. Ma soprattutto c’è il Bosco delle Sfere, un immenso parco didattico con una pista in legno (la più grande al mondo) per biglie grandi quasi come una palla da bowling che si snoda per oltre 500 metri tra pini, abeti bianchi e rossi. E mentre le biglie corrono, si imparano anche, divertendosi, le grandi leggi della fisica, con tanto di “Kit del perfetto fisico” per sapere tutto su piano inclinato, forza di gravità e attrito. Sono di sasso invece, ma sempre lisce e perfettamente tonde, le sfere levigate nel mulino del Galitzenklamm (la gola Galitzen), un parco avventura sulla pista ciclabile della Drava con le ruvide Dolomiti di Lienz che fanno da guardia. Un metodo che in passato era stato usato per fare i proiettili di cannone e che ora, più che altro, stupisce i più piccoli. Insieme ai ponti panoramici e spettacolari sull’acqua e alle ripide pareti rocciose su cui arrampicarsi tutti insieme. Con una breve notazione, perché qui in Austria, l’arrampicata con i bambini viene anche usata per scopi terapeutici. Sviluppa infatti capacità motorie, migliora attenzione e concentrazione, e agisce positivamente su responsabilità, autostima e fiducia.

L’hanno aperta l’estate scorsa, ma cosa c’è di più avventuroso che fare un balzo nell’era glaciale? La Grotta di Ghiaccio dello Stubai, 200 metri di lunghezza, due di larghezza e due e mezzo di altezza, si spinge sotto il ghiacciaio perenne della valle. Si entra vicino la stazione a monte di Eisgrat, e subito si vedono forme e riflessi dal bianco scintillante al violetto da osservare anche con il microscopio. Ma se è un intero palazzo di ghiaccio quello che cercate, allora bisogna andare nella Zillertal, una vallata a circa 40 chilometri ad est di Innsbruck, sul ghiacciaio di Hintertux. Poi, con casco e cintura, si entra nella Camera dei cristalli, con stalattiti polari di tutte le forme e dimensioni. Quindi, dopo un lago ghiacciato, una camera blu e una cappella “artica” avvolta in una luce rossastra, ecco il maestoso Nature Ice Palace: quindici metri in altezza di trasparenze sotto zero che catapultano in un mondo da regina delle nevi costruito solo da Madre Natura. Gnomi, folletti e soldatini di latta sembrano invece gli artefici della Ferrovia della Zillertal e della sua macchina del tempo capace di riportare all’epoca dei trenini a vapore. Trentadue chilometri tra “ciuff ciuff” e binari che sferragliano, attraversando ponti e paesi da fiaba da Jenbach a Mayrhofen, e con la possibilità, ogni venerdì, di diventare il macchinista del treno. Più, corta, ma ugualmente affascinante, la cremagliera a vapore che, sempre da Jenbach, porta sul lago Achensee: fu Francesco Giuseppe I d’Austria a farla costruire e, da allora, non si è più fermata! Come, del resto, la passione dei più piccoli per i treni, pari solo a quella, altrettanto imperitura, per gli animali.

In questo senso, la regione di Kufstein, la perla del Tirolo, è un vero paradiso. E non solo per lo Zoo delle specie rare ed esotiche di Ebbs, con 300 animali e 80 specie diverse, tra i quali crisocioni, lemuri catta, fenicotteri, scimmie berbere, coati, e molti uccelli minacciati dall’estinzione, ma perché a Ebbs, il cui nome deriva dalla dea dei celti Epona, protettrice dei cavalli, si trova la scuderia di puledri e il più grande allevamento di cavalli avelignesi d’Europa. Che poi sono quelli più docili e adatti ai bambini, tanto che questi cavalli ambrati dalla candida criniera vengono utilizzati anche nell’ippoterapia. Al centro equestre Fohlenhof, non solo si può alloggiare, ma si imparano le tecniche del dressage, del salto, del volteggio, o semplicemente ci si prende cura di questi splendidi animali o si fanno passeggiate a cavallo tra le centinai di chilometri di sentieri tra i boschi e piccoli laghi di montagna. L’estate, quando i maschi sono in giro per le malghe, nelle stalle rimangono giumente e puledri. E per chi vuole sperimentare la vita di fattoria, sempre a Ebbs, la biologica Grosswolfing, è una delle più belle del Tirolo. Ad accogliervi, Annemarie e Sepp Fischbacher: si può dare una mano con gli animali, si può camminare, attraversando un paesaggio idilliaco, fino all’alpeggio di Aschinger Alm e vedere come si fa il formaggio, oppure, la sera, starsene seduti nel buio del prato e godersi quella che è forse la meraviglia più grande: un infinito cielo stellato.

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