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la principessa cenerontola

Già una principessa che non vuole indossare le scarpette di cristallo perché fanno sudare i piedi mi sta simpatica per principio. Figurarsi quando si incensa dandosi della “genia” (e perché non possiamo essere dei geni anche noi principesse?), o quando liquida la Bella Addormentata dicendo che non si sveglia nemmeno a secchiate! Ecco la principessa Cenerontola: avevo chiesto a Davide Nonino di mandarmi una demo del libro in questi giorni nelle librerie perché avevo annusato odor di disubbidienza e sovvertimento delle convenzioni di genere. Ed è così, per cui, anche se di bambini non parlo mai in questo blog, ho deciso di raccontarlo, di farlo leggero al mio bambino e di suggerirlo a tutte le madri di figlie femmine. Destituire i falsi messaggi/ruoli, costruiti da altrettanto falsi modelli maschili e femminili, credo che sia una missione educativa da compiere fin dall’età scolare. Soprattutto oggi che il bombardamento mediatico si concentra anche sui nostri figli siringando modelli, e prodotti (tipo il reggiseno imbottito per le bimbe di 7/10 anni) discutibili. E poi perché le parole sono importanti (l’ho già scritto). Nel caso di Cenerontola, anche un cambio di vocale. Auguro davvero a tutte le future donne, oggi bambine, di poter diventare delle vere principesse, capaci  persino di perdonare e aiutare delle belle statuine zuccherose come Prunella. Certo, sarebbe utopia sperare che nelle scuole italiane, dove solo l’educazione sessuale è un’ingiuria, si parli di educazione di genere, al genere. Ma provar non nuoce… Io faccio parte di una generazione cresciuta in una provincia provinciale in cui ancora la materia Educazione Tecnica era divisa per competenze maschili e femminili. Ovviamente tra le competenze maschili c’erano lo studio di fenomeni come la corrente elettrica e la pressione, mentre tra quelle femminile il cucito. E nonostante una professoressa illuminata che rivoluzionò tutto l’impianto sessista di quella scuola media, io ancora oggi mi rifiuto di prendere in mano l’ago e il filo. Piuttosto mi cucio gli orli con le graffette. Giuro. Erano tempi in cui Cenerentola non era ancora diventata Cenerontola.

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