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la zoccola dura della modernità

Non ne posso più di queste zoccole. Una volta fare la prostituta era un mestiere onorevole, il più antico del mondo, si dice. Penso alle puttane di Via del Campo di Fabrizio de André, alle donne di Vita di Pasolini, Mamma Roma, Amore, Mortaccia, e penso a Maria Maddalena. Mi vengono in mente le «Nostre Signori degli amori» che erano le cortigiane francesi. Anne de Lenclos, detta Ninon, o Marion Delorme. Persino loro, in tempi di servaggio matrimoniale, usavano i loro frequentati salotti a vantaggio dell’emancipazione femminile. Oggi, questo esercito di ragazzette con la pancia piena che pensa che fare la escort sia la naturale conseguenza della loro bella presenza (vedi il mio post su Nadia Macrì), è poco meno di un insulto alle donne di tutto il mondo. Donne invisibili – e penso alle mamme in strada per il cibo in Tunisia o a quelle che ieri hanno rifiutato di cedere al ricatto del lavoro – che ogni giorno dicono no alla svendita della propria dignità. Un insulto a tutte le donne, da Ipazia a Dolores Ibárruri Gómez (la Pasionaria), che hanno dedicato la propria Vita a qualcosa di più alto che un passaggio in televisione o un invito a Palazzo. «Meglio morire in piedi, che vivere in ginocchio» diceva Dolores. E oggi, che vivere in ginocchio presuppone servizi davvero sgradevoli, e che davvero il rischio di morire per la nostra causa è lontano, ci scopriamo ancora più deboli e servili. Talvolta mi perdo a fantasticare, mi dico: e se quest’orda di giovani sgallettate non fosse altro che un commando dadaista di ardite rivoluzionarie che si immolano per eliminare, causando uno sputtanamento planetario, il machismo imperante? Se fosse tutto un sottile disegno? L’ennesima trovata del genio femminile? Poi, mi sveglio, e mi rassegno alla triste e amara constatazione che, ancor prima del potere maschile, il nemico di Ipazia sono loro: le zoccole.

2 Comments

  1. Manuela Mimosa Ravasio says

    Ciao Adriana e benvenuta. Il mio post data 16 gennaio e quindi non avevo letto l'articolo del Daily Mail che comunque ho letto ora molto volentieri. Purtroppo noi donne ialiane ci abbiamo fatto la'bitudine. Io, ci ho fatto l'abitudine. Alle colleghe che aumentano la scollatura quando c'è una riunione o che si avvicinano al capo precedute da gridolini. E ho fatto l'abitudine anche al solito consiglio delle amiche che prima di un colloquio ti dicono: «mettiti giù carina». Un diffuso incitamento alla prostituzione morale che negli anni ha abbassato il livello del puore e della nostra dignità. Certo, non siamo tutte così, ma il problema è che ad essere rappresentate sembrano essere solo loro. Sono loro a dare l'immagine delle donne italiane, non le altre.

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