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ladri di parole

È cominciato tutto con il furto di un incoraggiamento sportivo. Forza, Italia! Avremmo dovuto preoccuparci già da allora, tutti, perché un grido che ci univa, tutti insieme per i colori della nostra Nazionale, era stato trasformato in uno slogan di parte. E poi, a pensarci bene, questo primo scippo aveva in sé una funesta premonizione: quella della politica interpretata come tifo da stadio. Ho scritto più volte, ci hanno tolto le ideologie, e ci hanno lasciato il tifo. Ideologia, ecco la seconda parola messa nel sacco dai ladri di parole. Non più «scienza delle idee e delle sensazioni» come indicato dal suo inventore Antoine-Louis-Claude Destutt de Tracy, ma malato pre-giudizio. La terza parola violata è stata Democrazia. Stanchi del confronto che obbliga il rispetto delle idee altrui, ecco che la maggioranza si è trasformata in un asso-piglia-tutto con la conseguenza che anche la parola Libertà, furto numero quattro, è stata semplificata in un faccio-un- pò-quello-che-mi-pare di Guzzantiana memoria, e, se ho più soldi, più potere, più gente che mi vota, allora la mia libertà sarà più forte della tua. Ma questa perversa risemantizzazione ha interessato anche  valori e  sensazioni che solitamente riguardano l’individuo. È difficile non pensare allo stravolgimento della parola Bellezza. Senza disturbare Platone o Dostoevskij, che nella Bellezza vedevano la ragione del Mondo, direi che la sua riduzione plastica a donna-soprammobile (e spesso anche sotto-mobile) non ha giovato a nessuno. Nemmeno a coloro che, per omologarsi al modello richiesto, hanno modificato il loro corpo. E ancora, l’Amore che, come per magia, da un certo punto in poi, invece di parlare al cuore, gridava alla pancia. Infine, ecco che i ladri di parole hanno affondato il colpo finale e, con telecamera lesta, hanno scambiato la competenza e la rettitudine con la videogenia, con la capacità di bucare il video. Sì, è una persona per bene, si dice. Ma non va forte nella comunicazione. Dimenticandosi che il posto di chi governa non è la poltrona di Ballarò o Porta a Porta, ma un ufficio istituzionale o per lo più le strade, in mezzo alla gente. Fortunatamente, l’inganno è stato disinnescato. Perché se c’è un risultato positivo di questa tornata elettorale, soprattutto a Milano, un risultato che è davvero di tutti al di là di ogni colore politico, è quello  di aver smascherato i ladri di parole. Di aver rimesso al posto giusto Amore, Libertà, Democrazia, Competenza Politica, Bellezza, Ideologia. Su queste  basi, sulla condivisione trasversale di questi valori, forse si può uscire dalla palude dell’insulto, della menzogna e del risentimento, e costruire qualcosa per gli uomini e le donne di questo Paese. Un Paese a cui forse bisogna chiedere scusa, perché, avendo noi stessi, uomini e donne, perso il significato vero della Realtà (ecco l’altra parola) l’abbiamo spesso confuso con la rappresentazione che ne davano una classe dirigente e una televisione corrotte. E invece no. L’Italia è migliore dei ladri di parole. Quindi, Forza Italia. Ora lo posso dire.

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  1. Manuela Mimosa Ravasio says

    Mi commento da sola… per dire che ho dimenticato due parole violate, forse tre. Il binomio destra-sinistra, e quello moderato-estremista.. che ne dite?

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