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Lotta ai tumori: ecco le novità

365000 diagnosi di tumore solo nel 2016, ma la buona notizia è che si guarisce sempre di più. «Significa che le campagne di screening funzionano, e che prima curiamo la malattia, più armi abbiamo per combatterla» dice Lorena Passoni, supervisore scientifico della Fondazione Umberto Veronesi e ricercatrice Humanitas Milano. «Ma grazie alla tecnologia oggi siamo anche in grado di sviluppare sistemi che indirizzano il farmaco nell’organismo in modo puntuale, migliorandone l’efficacia e riducendo la tossicità». A febbraio, due giornate, il 4 con il World Cancer Day e il 15 con la XV Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, ci ricorderanno che il problema esiste, ma saranno anche l’occasione per fare il punto sulle nuove strategie anti cancro. Ecco le più importanti.

Biopsia liquida

Sarà il futuro della diagnosi precoce. Riuscire a individuare, con una semplice analisi del sangue o delle urine, quei marcatori biologici (cellule, molecole o piccole vescicole) che ci danno la “firma” del tumore quando ancora è in fase iniziale e non rintracciabile. «Un ricercatore» dice Passoni, «sta mettendo a punto una sorta di kit per fare un dispositivo di uso corrente. Siamo all’inizio, ma la strada è aperta».

Immunoterapia

È una delle terapie innovative su cui si stanno concentrando molti studi che si propongono di potenziare la risposta del sistema immunitario contro il tumore. «Fino a cinque anni fa il melanoma metastatico non dava speranza. Oggi, con una terapia di anticorpi monoclonali, si risolve il 30 per cento dei casi» dice Passoni. E l’immunoterapia viene usata anche nella cura del tumore al polmone e del rene, dove ha già dato buoni risultati, e nel futuro a prostata, stomaco e testa.

Un “vaccino” per il seno

Sviluppato da alcuni ricercatori americani, questo farmaco renderebbe innocua una proteina (la HER2) sulle cellule del cancro alla mammella e porterebbe alla regressione della malattia in stadio iniziale. «Non si tratta però di un presidio preventivo» precisa Passoni, «ma curativo, ovvero si usa in presenza del tumore, e non prima, poiché stimola un’azione specifica contro la cellula tumorale».

Test genetici

Chi ha una predisposizione familiare ai tumori a mammella e ovaio aumenta dal 20 all’80 per cento il rischio di ammalarsi. Sapere quindi se si è portatori di una mutazione genetica che li causa è utile per pianificare controlli rigorosi e cure preventive. Lo si può fare con le diverse tecniche di sequenziamento del DNA che partono da un semplice prelievo di sangue o di tessuto.

Una cuffia per la chemio

Un casco che mantiene il cuoio cappelluto alla temperatura costante di 18 gradi, da indossare da un’ora prima, e una dopo, la seduta di chemioterapia. Il risultato è una riduzione della perdita dei capelli dal 40 al 70 per cento a seconda dei farmaci usati. Tra le strutture che lo usano, gli ospedali di Forlì, Carpi, l’Oncologia S. Anna di Ferrara e naturalmente lo IEO di Milano.

La dieta su misura

Che le sostanze antinfiammatorie e antiossidanti, dalla frutta e verdura, svolgano un importante ruolo nella prevenzione è sicuro. Melograno, carote, curcuma, tè verde, cavoli e broccoli, zenzero, non dovrebbero mai mancare, ma non per tutti vale la stessa dieta. E alcune vitamine, soprattutto se assunte in eccesso, come la A, la B o l’acido folico, aumenterebbero invece il rischio. Il futuro è quindi una dieta personalizzata, risultato di test specifici, approntata da un nutrizionista e mirata alla prevenzione.

Uno screening per l’ovaio

Diagnosticato in fase precoce il tasso di sopravvivenza aumenta fino all’85-90 per cento, ma per il tumore ovarico a oggi non esiste screening. Una strada in valutazione è la combinazione dell’ecografia transvaginale, esame paragonale a una visita ginecologica, alla ricerca di marcatori-spia della malattia. Piuttosto certo invece, secondo uno studio su 21500 donne pubblicato sulla rivista The Lancet, l’aumento del 20 per cento del rischio di contrarre un tumore ovarico a seguito di una terapia ormonale sostitutiva.

Articolo pubblicato su Gioia! N. 5 del 2 febbraio 2017

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