Donne
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Lunàdigas, e le “senza figli”

Il 22 gennaio sarà on line il web doc Lunàdigas delle registe Nicoletta Nesler e Marilisa Piga. Una raccolta di testimonianze, per di più di donne, che racconta il perché di una scelta non sempre socialmente accettata: non fare figli. Ho incontrato via Skype Marilisa e Nicoletta durante le feste natalizie e abbiamo fatto una chiacchierata su questo bel progetto. Ecco la versione integrale in parte pubblicata per il mio pezzo su Gioia del 29 gennaio!

Che cosa significa lunàdigas? È una parola sarda, dal suono molto bello, che ricorda l’essere lunatico, e che viene usata per le pecore che non vogliono figliare. Non ha a che fare con la sterilità, solo che per qualche tempo, magari anni, queste pecore si rifiutano di procreare…

Quando vi è venuta l’idea di fare un documentario sulle donne che non vogliono avere figli? La raccolta delle testimonianze è iniziata nel 2011, ma per la verità la sollecitazione è molto prima arrivata dalle Sciare, un’associazione di donne pugliesi, quando, nel 2008, presentammo nel Salento il nostro film su Maria Lai.

Niente di personale? Per la verità, tutto. Entrambe infatti non abbiamo figli, per scelta. Abbiamo iniziato a lavorare insieme per Radio Sardegna nel 1991 e da subito ci siamo impegnate a raccontare cose per cui era difficile trovare un linguaggio. Argomenti tabù o trascurati. Come questo.

Che cosa vuol essere quindi Lunàdigas? Un diario? Una denuncia? Una fotografia sul significato della maternità oggi? In realtà noi abbiamo esplicitamente richiesto le ragioni personali alla base della scelta. Certo, qualcuna ha parlato di implicazioni sociali o politiche, ma noi abbiamo preferito guardare il fenomeno dall’interno. Così le storie, come le scelte, sono alla fine molto personali, ciascuna con una sfumatura propria capace di stupire. Forse si possono rintracciare delle linee comuni, questo è vero, come per esempio che, per quanto riguarda le donne nate negli anni Cinquanta, per molte si è trattato di una scelta di ribellione alla famiglia, alla tradizione, a un ruolo predeterminato. O per le giovanissime, forse tra le più convinte e decise nel rifiuto della maternità. La cosa che emerge tuttavia dalle testimonianze è un’individualità molto complessa e intima.

Alla base del documentario però, ci sono anche dei dati e una ricerca che voi avete commissionato ad EuriskoSì. Avevamo anche bisogno di numeri che ci dessero degli elementi, e, d’altra parte, non è la prima volta che si effettuano queste ricerche. Nel web doc c’è una parte in cui “onoreremo” tutte questi dati e analisi. Ma ciò che emerge, al di là dei dati quantitativi, è che il numero delle donne che sceglie di non avere figli è aumentato in modo esponenziale. Quasi sette volte di più rispetto agli anni Sessanta.

Tra le voci presenti nel web doc, anche nomi conosciuti come Margherita Hack, Melissa P, Veronica Pivetti, Maria Rosa Cutrofelli, Geraldina Colotti, Moni Ovadia, Lea Melandri e Lidia Menapace… qualche anticipazione? Veronica Pivetti per esempio, lei ha sottolineato molto la difficoltà, e la pena, nel vedere certi bambini alle prese con alcune madri. Lei ha avuto dei genitori fantastici che hanno sempre cercato di promuovere le inclinazioni e i desideri delle figlie, ma questa genitorialità apparente l’ha invece tenuta lontana dalla maternità. Ma forse il racconto più divertente è arrivato dalla più giovane delle intervistate. Una ragazza che ci ha raccontato che da bambina credeva che, in quanto femmina, lei avrebbe dovuto fare dei bambini. Poi, a sette anni, la mamma le ha spiegato che la maternità era una possibilità e non un destino predeterminato e, da allora, lei ha deciso che non avrebbe fatto figli.

E gli uomini? Sono in minoranza, ma ci sono. Moni Ovadia, per esempio, ha sottolineato quanto i figli dei suoi amici e i nipoti lo vedano in realtà come un padre, perché in fondo, il ruolo paterno può essere presente anche senza paternità…

E voi? Non siete solo presenti per tenere il filo del racconto… No, abbiamo raccontato anche noi le nostre ragioni di non maternità. Marilisa: io sono una siblings, ho una sorella piccola cerebrolesa e questa cosa è stata vissuta in modo tale che mi ha scoraggiato rispetto alla possibilità di riprodurmi. Nicoletta: Io? Io, semplicemente, ho fatto dell’altro…

Qual è il futuro di questo web doc? La formula del documentario on line ci dà la possibilità di creare un film infinito. Un film che ciascuno potrà arricchire mandando le sue testimonianze, ma noi stiamo preparando un docu-film che sarà pronto per la metà del 2015.

Ecco l’articolo pubblicato su Gioia!

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