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ma quanto ci siamo divertiti

Che cosa resterà di questa compagna elettorale? Un sorriso, è la risposta. Non le invettive o gli insulti dispensati da Moratti & Co. Non la strategia della paura siringata con manifesti e slogan terroristici. Ma un sorriso. Perchè, e questo è il bello, nonostante tutto ci siamo divertiti. E pure tanto. Avendo scoperto, con la gaiezza dei sognatori, che la letizia (quella vera) è in grado di disinnescare ogni attacco.
La satira non sceglie né conosce i suoi oggetti. Nasce nella fuga da essi, che le premono addosso, scriveva Karl Kraus in Pro domo et mundo. Ecco perché a volte il sorriso è una liberazione, e oggi, di Liberazione si parla. Basterebbe rileggersi i morattiquotes per comprendere lo spirito leggero che ci ha portato fino a qui. Un’intelligenza non spocchiosa o supponente, ma fresca e pungente come quel vento che ha corretto le vecchie e brutte abitudini politiche (castigat ridendo mores). Sono sicura che gli esperti di comunicazione avranno molto da dire su questo nuovo linguaggio nato dalla rete e capace di trasformare incubi e insulti (come il ladro tossico Pisapia o la paura di moschee e zingari) in una sit com continua: da quella musicale di Elio e le Storie Tese o della Sora Cesira al corto ormai cult Il Favoloso Mondo di Pisapie. Ci volevano impauriti e noi siamo scesi per le strade: in bicicletta, con i bambini, a cantare e ballare. Ci volevano tristi e grigi e abbiamo sorriso. Ci siamo anche commossi certo, basta guardare l’antologia dei video di Frastornante per rendersene conto, ma soprattutto ci siamo divertiti. Ora però ragazzi e ragazze, il tempo della festa è finita. Andiamo a lavorare.

 

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