Me.
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madre terra

Lo so che un nuovo blog esige una presenza assidua, ma io mi sono presa un bel po’ di vacanza. Non riesco a essere costante… sono fatta così. Sono ritornata nei luoghi della mia giovinezza prima dell’Università e del lavoro. Sembra che le colline si stiano sgretolando. Scendono verso il mare e si tirano dietro case e strade. Le strade sono invase dal fango e i boschi che sprofondano le loro radici nel fango sono rimasti, per alcuni, le uniche strade per allontanarsi dai paesi ora isolati. Intanto si costruiscono hotel scavando nelle montagne, si trasportano sabbia e cemento per porticcioli per yacht sempre più grandi, si trasformano baie di ulivi in pseudo residence per vacanzieri estivi. E mentre i gabbiani si inoltrano sulla città come se volassero sopra un’unica grande discarica, mi vengono in mente le parole di un’amica che una volta mi disse: «Siamo solo in vacanza nel Paese di Dio». Dovremo quindi comportarci come ospiti, e non come scellerati padroni di casa. Ma qualcuno si chiederà che cosa c’entra tutto questo in un blog che cita Ipazia e che parla di femmine. Non so, forse perché, guarda caso, noi quando ci guardiamo in giro e ci meravigliamo per la Bellezza del mondo, diciamo Madre Terra.

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