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mamma rai

Si parlava di offese, qualche giorno fa. E da alcune ore, è apparsa la notizia di uno strano contratto fatto firmare alle collaboratrici precari di mamma Rai in cui la gravidanza sarebbe paragonata alle malattie e ad altri spiacevoli inconvenienti che minerebbero la produttività e quindi, causa (possibile?) di licenziamento. Chissà se la ministra Elsa Fornero si è sentita offesa anche questo strano, e indelebile, tatuaggio sulle sacre italiche abitudini. Perché è un Paese strano il nostro. L’unico che unisce bassa natività e bassa occupazione femminile. L’unico che continua a far fatica a capire che maternità e produttività non sono in contraddizione. Anzi. I paesi con maggior occupazione femminile sono anche quelli dove si fanno più figli. Ed è strana anche Mamma Rai, che pontifica sulla famiglia, rigorosamente tradizionale, manda in onda spot per detersivi per sole mamme, e poi, quando si tratta di diritti, di promuoverla davvero la famiglia, si muove da azienda da terzo mondo. Perché diciamolo, un’azienda che si comporta in questo modo è un’azienda meno moderna e meno competitiva. Ma sì, non facciamone una ragione etico morale o di opportunità civile, facciamone solo una questione di efficienza economica. È possibile che solo gli imprenditori italiani vivano la maternità come problema principe (vi segnalo un post illuminante de l’imprenditore), mentre in altri Paesi i congedi (magari divisi tra padri e madri e magari anche in posizioni importanti) sono considerati normale routine? E come mai, mi chiedo, le nostre aziende, quelle con meno donne rompipalle e sforna figli, quelle con i più bassi congedi di paternità, quelle che hanno un monte ore lavorato tra i più alti di Europa sono invece nel fanalino di coda della produttività? Non sarà, e la mia è solo un’ipotesi, che una mentalità vecchia e immobile, imbottita di pregudizi misogini ad alto tasso di testosterone, sta facendo più danni dello spauracchio di una donna giovane che, un giorno o l’altro, può anche decidere di fare un figlio? Quel figlio, che, a ben guardarlo con gli occhi cinici dei conti economici, lavorerà per garantire le pensioni di quegli stessi che oggi lo vedono come una minaccia alla produttività. Perché un Paese giovane è, nonostante tutto, la maggior garanzia di benessere economico anche per i più vecchi (modello Rai per intenderci). Quei vecchi a cui il futuro fa solo paura ed è per questo che se lo stanno mangiando.

3 Comments

  1. Manuela Mimosa Ravasio says

    Cara Ondina, io non snobbo nessuno, ma neanche la Rete delle Reti dovrebbe farlo.. perché neanche la Rete delle Reti è il primo “appello” di mettere in Rete le iniziative di blogger o di non blogger che si curano di questioni femminili… comunque ai post di Lipperini e Cosenza ho rispoto anch'io… a presto 🙂

  2. Manuela, ho letto il post de “l'imprenditore” e mi viene solo un commento…. Peccato che sua mamma non abbia pensato “ma che scocciatura” quando ha deciso di mettere al mondo lui! Sono cattiva, me ne rendo conto.. però sentire certe cose mi da proprio sui nervi!
    Per il resto che dire? Concordo al 100%

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