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maschilismo in onda

L’ho cercata come un topo da biblioteca e alla fine l’ho trovata. La puntata di Anno Zero in cui erano presenti, insieme, Luisella Costamagna e Luca Telese, ex coppia conduttrice del talk su La7,  In Onda.  Mi ricordavo che qualcosa mi aveva dato sommamente fastidio, così, verso il minuto 24, ecco il dialogo incriminato. Perchè dopo il benvenuto ai conduttori di Michele Santoro. Telese se ne esce con un: «è emozionata, si è messa pure la minigonna del liceo… se Alessandro la inquadra..». In quell’occasione, la difesa d’ufficio la fece il padrone di casa, etichettando Telese come «deprimente», per il suo aspetto forse, ma anche per la sua inutile battuta. Perché nessuno stava dibattendo sull’emotività della Costamagna, tantomeno sul suo abbigliamento, ma tant’è, Luca Telese scelse di abbandonarsi a commenti personali invece di prendere atto che Santoro stava semplicemente presentando due validi professionisti, di cui uno, e mi spiace per Telese, era una (bella) donna. La cifra giornalistica vincente di In Onda è stata senza dubbio quel battibeccare fra i due conduttori che dava vigore e vivacità alle interviste. A volte la maleducazione di Telese, che invariabilmente parlava sopra a Costamagna, era fastidiosa, ma la giornalista se la cavava egregiamente, ribattendo con domande e osservazioni ancora più acute e pungenti. Insomma, se umanamente qualcosa non andava, ciò era a beneficio della qualità del programma, e si chiudeva un occhio. Poi Luisella Costamagna è stata allontanata, subito sono nati gruppi di sostegno su  FB (strano per una che aveva sempre dimostrato di sapere sostenersi da sola), ed è arrivato Nicola Porro. E ad In Onda, come per magia, è sparito il battibecco ed è entrato trionfalmente il cazzeggio da camerata. Che strano, mi sono detta, per un programma lanciato come un duello all’O.K. Corral, i due colleghi, dall’una e dall’altra parte (politica) armati, sembrano oltremodo allineati. Ingessati direi. Conformi e conformisti specificherei. Un Telese rispettoso non solo non contraddice Porro, ma non prova nemmeno a interromperlo. Forse gli è caduta la lingua. Non che io ami vedere correre il sangue negli studi televisivi, ma dove è finito quel vigore giornalistico che gli impediva, per esempio, di lasciare spazio alle domande di Costamagna? Io mi sono data questa risposta. Visto che ogni giorno, vedo e mi raccontano, la stessa storia. Una storia dove un maschilismo radicato nei luoghi di lavoro, nella politica, nei giornali, fatica a riconoscere alle donne competenza e  preparazione (a volte, udite udite, persino superiore a quella dei colleghi maschi). Come se un atavico complesso testosteronico impedisse ai maschi di lasciare quel potere che è ormai l’ultimo scampolo di un perverso ruolo oppressivo verso il genere femminile assegnato loro da storia e cultura. Ogni giorno vedo professionisti alzare la voce contro colleghe donne, e mai, dico mai, contro i loro colleghi maschi, con cui, guarda caso, riescono a mettere su sempre delle inaccessibili lobby da Bar Mario.  Nessuna novità è vero: è uno dei modi con cui si consolida e si tramanda il potere maschile, ed è quindi comprensibile che, quando i tradizionali detentori si sentano minacciati, reagiscano scorrettamente. Scorretto è stato l’articolo di Telese si Il Fatto Quotidiano, seguito puntualmente dalla dovuta risposta di Luisella Costamagna su Il Fatto e poi su Il Corriere della Sera. Ma, ciò che mi preme più evidenziare, è che gli eventi che riguardano volti e nomi noti non sono che la spia di quello che succede nelle giornate di tutte noi. Giornate che certo non possiamo cambiare o spegnere con un telecomando. Nel caso di In Onda invece, sì.

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  1. Ma telese è un verme ed ha sempre dato prova del suo maschilismo. Ciò che fa quasi ridere della macchietta telese è proprio la sua palese invidia nei confronti di Costamagna, la sua incapacità ed il suo senso – giusto e giustificato – di inferiorità. Lui è un cesso, incapace, venduto, viscido e maschilista, ritrovarsi accanto a Costamagna non faceva che inasprire tutti questi aspetti della sua debole persona.

  2. (Vorrei pure sottolineare come nel suo sito il patetico abbia pubblicato, per difendersi, un articolo misogino – e quando no? – di sua vermità vittorio feltri. In pratica si è dato la zappa sui piedi da solo ed ha finito col confermare il suo becero maschilismo)

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