Luoghi, Me.
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Meravigliosa Sicilia

Meravigliosa Sicilia. Oggi Ragusa Ibla mi ha regalato un concerto per me sola dentro il teatro più piccolo d’Europa. Meravigliosa Sicilia che mi hai visto origliare dalle porte semiaperte e mi hai fatto entrare. Di nascosto. Da una porta sul retro. Un pianista e un violoncellista tutto per me e la mia famiglia. Con gli arazzi che si srotolavano giù dai balconi in attesa della processione del Corpus Domini e la vecchia nobiltà che giocava a carte nel Circolo della Conversazione. «Lì nu putemmu entrari», credo mi abbia detto la signora del bar di fronte a San Giorgio. Meravigliosa Sicilia che si meraviglia ancora che le donne giocano a carte, e «peggio degli uomini, acussì signora mia», mi dice ancora portandomi il solito cannolo. La gente va e viene, piena di speranza di Bellezza. A Scicli, quando finirete di sistemare le chiese, quando potremo entrare a Palazzo Beneventano? «Solo le facciate per ora. Solo le facciate» mi dice la ragazza del bar. Che ha studiato a Padova e poi è tornata. Qui, in questa meravigliosa Sicilia che dietro le facciate di miele dorato va ancora in rovina e piange la sua Bellezza. Qui, che il barocco diventa dispetto e scherzo e scherzando ci ammonisce, perché, come avrebbe detto Hugo von Hofmannstahl: La profondità va nascosta. Dove? In superficie.

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