Donne
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Mi sono fatta una lipo

Confinata in casa dall’influenza, tra un match di tennis e l’altro, si possono vedere cose illuminaniti. La prima volta per la verità, è stata solo una voce da lontano.«Dopo la gravidanza la mia pancia e i miei fianchi erano completamente deformati, e allora… ». Non sono riuscita a carpire il nome di questo geniale studio di chirurgia estetica che con profonda competenza parlava del post parto, ma qualche ora dopo ho potuto gustarmi in tutta la sua interezza questo fantastico spot di La Clinique che già nel 2011, leggo, aveva suscitato perplessità per uno spot sul seno vero o falso. Così vedo una bella donna dai capeli neri nella sua versione contemporanea che ci mostra, disgustata e afflitta, la sua versione post gravidanza. In una parola, uno schifo. Pancia molle, postura con schiena curvata da seno cadente, pelle più scura e malaticcia… La donna amica e sorridente, quella che condivide con noi le amarezze del fisico che cambia, ci suggerisce orgogliosa una via di uscita dal tunnel dell’adipe depresso: un altrettanto amichevole e goliardica lipo… “Mi son fatta una lipo”, ci dice, un po’ come prendere un aperitivo con Poppi e Cicci… Vorrei veramente conoscere gli autori di questo spot che, in pochi minuti, sono riusciti da una parte a manipolare e strumentalizzare il corpo della donna in uno dei suoi momenti di vitalità più alti, dall’altra a ridurre a un capriccio estetico un processo fisiologico e psicologico unico nella nostra Vita. Una menzogna da tutti i punti di vista. Perché basterebbe farsi un giro nei parchetti gioco per vedere mamme bellissime e in formissima che, anche dopo tre figli, di lipo non ne hanno minimamnete sentito il bisogno (anzi di solito verso i 18 mesi del pupo sei magra stecchita dalla fatica che fai a star dietro a tutto). Perché basterebbe parlare con le tante donne e mamme che lavorano e chiedere loro se la soluzione al post maternità è una simpatica lipo o un serissimo asilo nido. Perché questo è un messaggio falso e offensivo, che mai le donne si sono vergognate della loro pancia, né pensano che la loro maternità sia una malattia che lascia degli strascichi su cui poi bisogna intervenire in sala operatoria, a meno che, dietro la pancia, non siano altre, e più profonde, le vergogne che nascondono. Come era già accaduto per un’altra pubblicità regresso (La diamo a tutti…), come le chiamo io, manderò una lettera allo IAP certa che anche questa volta la spettabile ditta sarà costretta a ritirarsi dalle scene. E vediamo chi si stanca prima.

P.S. Un comitato di controllo, oltre la televisione pubblica, dovrebbe averlo anche Sky che manda in onda queste schifezze offendendo molte delle sue affezionate clienti.

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