Me.
Leave a comment

Narcisismo e dintorni

Un paio di giorni fa mio figlio mi ha detto che «ci era rimasto male» perché la maestra e i compagni avevamo fatto i complimenti solo alla sua vicina di banco, e non a lui, che insieme a lei era stato interrogato. La prima cosa che gli ho chiesto è stata: «E tu, li hai fatti i complimenti a Beatrice visto che è stata così brava?». «Sì», ha risposto. E poi, «No, anzi, ci ho pensato dopo, ma era tardi». Era infatti troppo concentrato sul dispiacere che aveva provato per non essere stato anche lui al centro dell’attenzione, con una dimostrazione così pubblica di apprezzamento. I comportamenti egotici dei bambini si spiegano facilmente e il narcisismo è, di fatto, tipicamente infantile. Perché crescere significa proprio andare al di là di noi stessi e non pensare che i meriti e le attenzioni rivolte ad altri siano tolte a noi stessi. Faccio questa riflessione perché, sempre più frequentemente, ho occasione di incontrare adulti narcisi, persone ambiziose che hanno aspirato, e spesso raggiunto, posizioni di potere, non tanto per merito o risultato, ma perché il loro narcisismo ha consentito loro di calcare la scena con spavalderia, di buttarsi in prima fila e quindi, bontà loro, perché no?, di provarci. La risposta tipica di queste persone che poi si trovano a gestire inevitabilmente anche critiche o conflitti è: «E perchè non lo fai tu, allora?». Perché al narcisista manca totalmente lo spirito di servizio, il senso profondo del suo ruolo di rappresentanza, la consapevolezza che il ruolo non lo ricopre per mettere in scena se stesso, ma perché è un modo per stare insieme agli altri. Eppure, diceva il sociologo statunitense Kit Lasch, «Malgrado le occasionali illusioni di onnipotenza, il narcisismo attende da altri la conferma della sua autostima. Non può vivere senza un pubblico di ammiratori». Il narciso, quindi, checché ne dica, è poco pratico di democrazia. Della rigida applicazione di formalismi burocratici certo, soprattutto se sono funzionali e manipolabili in funzione dell’esternazione del suo ego, ma per il resto, ogni deviazione dal copione della sua messa in scena rappresenta un pericoloso generatore di diffidenza, un riflettore lanciato su quacuno o qualcos’altro, un sospettoso oscuratore di lui, Narciso riflesso e adorante della propria immagine. Avete mai incontrato personaggi del genere? Vi auguro di no, ma ve ne capita qualcuno a tiro, scansatelo come la peste.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.