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nel mare ci sono i coccodrilli

Questo è il titolo di un libro che ho terminato di leggere questa mattina. Era il mio libro da metropolitana della settimana. Ed era un anno o poco meno che avevo questo appunto sulla mia agenda: compralo! L’ho fatto, insieme al più nobile Freedom di Jonathan Franzen, che come tutti, devo avere. E leggere, prima o poi. Ma questo libro è arrivato al momento giusto. O forse, visto i tempi in cui viviamo, tutti i tempi sono giusti per questo libro. Che racconta il viaggio, da clandestino, di un bimbo di 10 anni dall’Afghanistan in Italia. Ho pensato di leggerlo a mio figlio di otto di anni, perché, tutto sommato, è anche un’avventura. Poi ho pensato che non avrebbe capito. O che era troppo presto, così glielo tengo in serbo per quando ne avrà 12 o 13. Strano, noi difendiamo i nostri figli da quello che in altri paesi è la normalità. Se vi capita di avvistarlo in libreria, prendetelo. In questo mondo di disperati senza disperazione, di infanzia negata e di schiavitù nascoste, la storia di Enaiatollah Akbari è un bagno di realtà. Quella vera. Non si può non credere alle parole di un bimbo: e queste sono le parole di un bimbo di 10 anni, anche se quando le ricorda di anni ne ha 21. Questa mattina dicevo, ho letto le ultime pagine sulla linea verde verso Crescenzago. E quasi avevo le lacrime agli occhi. Non era stata la tristezza del racconto a commuovermi, ma le parole, lo sguardo di Enaiatollah al suo arrivo a Venezia. Per uno che arriva da fuori davvero il nostro Paese sembra un Paradiso. E la gente, generosa, angeli mandati dal cielo. Mi è venuto i mente quando anni fa, in un viaggio a Cipro, ho incontrato un vecchio monaco eremita: conosceva l’Italia perché l’avevano fatto prigioniero e deportato durante la Campagna italiana di Grecia. Io, in modo istintivo, gli chiesi scusa, ma lui, con il sorriso negli occhi (la bocca era nascosta dalla barba), mi disse che no, che lui dell’Italia aveva un bel ricordo, grazie a un mugnaio lombardo e alla sua famiglia che lo avevano nascosto e sfamato. Ecco, ogni giorno ci sono mugnai che salvano questo Paese. Ogni giorno ci sono persone che hanno fatto dire a Enaiatollah: «Come ricosci un posto per crescere? Lo riconosci perché non ti viene voglia di andare via. Certo, non perché sia perfetto. Non esistono posti perfetti. Ma esistono posti, per lo meno, dove nessuno cerca di farti del male». E se questo vi sembra poco…

Il libro Nel mare ci sono i coccodrilli di Fabio Geda è edito da B.C. Dalai Editore. Oggi che scrivo questo post, è stato ucciso il volontario italiano Vittorio Arrigoni. Era andato a fare il mugnaio in un altro paese. Il suo motto era Restiamo umani.

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