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nemiche-amiche

Ieri Rosy Bindi sul suo blog ha pubblicato il post Come è difficile essere donne. In modo più pacato e politico – io sono una un poco scollacciata (pare) visto che ieri il mio blog non poteva essere postato su Facebook perché giudicato sconveniente – invitava a riflettere sulla responsabilità di noi donne nello svilimento del ruolo femminile (vedi il mio post  La zoccola dura della modernità ). Ora mi chiamano dalla conferenza stampa di Antonio Albanese e un’amica mi urla che sta dicendo le stesse scritte nel mio post… Forse qualcuno sta cominciando a capirlo. Non è importante quanto siano maschilisti gli uomini, meglio concentrarci su come possiamo essere, ed esprimere, il nostro femminismo. Per non diventare le peggiori nemiche di noi stesse.

Questa la risposta al post della Bindi:
Condivido in pieno quello che ha scritto. Soprattutto le ultime considerazioni. Perché non ci sarà un passo avanti per noi donne finché non prenderemo coscienza dei nostri errori di valutazione. Dei nostri, e troppi, comportamenti di convenienza. Della nostra incapacità di essere donne con dignità senza continuare ad assimilare i comportamenti maschili. Non bisogna aver paura di ammetterlo, se ci sono uomini disposti a comprare il corpo delle donne è perché ci sono donne che lo svendono. Non le mamme per strada in Tunisia, non le donne che in queste settimane hanno difeso con dolore il loro lavoro, non le figlie e madri che rischiano la vita se solo si scoprono il viso, ma un’invasione di ragazze con la pancia piena che, allegramente, ha scambiato la vita come una passeggiata sul marciapiede. Purtroppo, prima degli uomini, l’insulto alle donne, più doloroso, arriva da loro. Manuela M. Ravasio 

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