Me.
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no woman no party

Quale infinita tristezza. Concentrato di mediocrità, di mancanza di idee, di decenza. Odore di muffa e di noia. Più che di vacanze, come molti si affrettano a scrivere oggi. Ho seguito tutto il dibattito alla Camera. Di quello al Senato ho visto di strascico Rutelli, poi ho avuto pietà di me. Nessuna donna ovviamente. Più della metà del Paese che non parla. Sta seduta e ascolta. L’altra metà forse mercanteggia, stabilisce un prezzo, misura la propria convenienza: è la nuova declinazione della responsabilità nazionale. Altro che vacanza, altro che festa. No woman, no party. Non è la soluzione finale, e nemmeno quella totale, ma potrebbe essere l’inizio. Non vorrei rispolverare The Gender Equality Project, il Cedaw, o le ricerche Goldman Sachs, potete sempre andarli a vedere (anche in questo blog). Certo, un colpo di reni qualcuno avrebbe potuto averlo: tipo lavoriamo ad agosto e mettiamo le basi per una nuova legge elettorale. Qualcuno poteva anche essere una donna: vi fanno stare sedute, ma mica vi hanno ancora tagliato la lingua. Quando è che ci svegliamo? Che cominciamo ad apparecchiare per il party? Bisanzio è caduta: vogliamo aspettare che le pietre ci cadano addosso? Così, tanto per dire, la crisi non va in vacanza.

3 Comments

  1. Alcune donne restano sedute perchè troppo intente ad accavallare le gambe, a destra e a sinistra: e mi spiace veramente dirlo. Le altre, le Donne, cercano di cambiare le cose senza necessariamente fregarsi lo stipendio da parlamentare. Vorrei segnalarti questo http://archeologhecheresistono.wordpress.com/. Tu non sei un'archeologa, ma ci piacerebbe tanto che fossi con noi, saresti una ricchezza! E' una desolazione, Manuela, per chi tenta di fare politica come me: perchè ad un certo punto ti chiedi se ne vale davvero la pena e se mai ti verrà consentito, non dagli uomini ma dalle tue stesse “colleghe”, di fare qualcosa di buono. Di far qualcosa e basta, và….

  2. Manuela Mimosa Ravasio says

    Cara Valentina, leggo tra le tue righe amarezza e disillusione. Un tonfo dell'entusiasmo che fa eco a quello della borsa di questi giorni. Capita. E' capitato anche a me. Dall'esperienza negativa di lavorare con le donne, insieme alle donne, sono nati i post da L'educazione sentimentale, Il richiamo del padrone, a Donne di lotta e di governo. Ma questo non è un problema personale, e sarebbe sbagliatissimo trattarlo come tale. Si tratta, se mai, dell'incapacità delle donne, poco pratiche di gestione di potere e di conflitto, di darsi e di scegliere una vera rappresentanza. Che poi vuol dire chiarezza nei progetti e nelle persone che scegliamo per portarli avanti. Se ci fai caso, anche SNOQ ha questo problemino… Credimi, non è tutto rosa quel che si colora di rosa… Fare politica è difficile, ci si scorna, e ci si sporca… Io mi sono chiesta: ce l'ho la pelle per scornarmi? Ho visto donne tanto ambiziose ed arriviste quanto impreparate e deboli politicamente avere la meglio su donne colte, preparate e capaci di una visione Politica (questa con la “p” maiuscola) ampia e lungimirante. Qualcuno direbbe, è l'Italia, bellezza! E forse avrebbe anche ragione. Perché pensare che solo per il fatto di essere donne si sia anche leali e capaci, è un grandissimo sbaglio ed è forse da questo sbaglio che nasce tanta amarezza e disillusione.
    Quanto all'invito, accetto volentieri, nel senso che vi inserisco quanto prima nel mio blogroll, ma davvero non so che cosa potrei fare per voi, a parte seguirvi perché mi pare abbiate fatto un blog molto bello e un intervento per Siena altrettanto partecipato..

  3. Quando leggo i tuoi articoli io mi sento rappresentata, come donna, da una donna di cultura. Questo fai già per noi, per i tuoi lettori. Rappresenti l'Italia migliore 🙂

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