Me.
Leave a comment

non si è liberi per decreto

«Non si è liberi per decreto». Così rispondeva Indro Montanelli a chi gli chiedeva un suo parere sulla censura e su suoi rapporti con il suo ormai ex editore Silvio Berlusconi. È una frase che ho già citato, vero, nel mio post Esercizi quotidiani, ma è una frase che amo molto. In puro carattere Ipazia, direi. Perché, è vero, la libertà è soprattutto una scelta. Così, quando questa mattina ho letto che Michele Santoro ha scelto il web per il suo nuovo programma Senza Rete, confortato anche dalla bella esperienza di Rai per una notte, mi sono detta che aveva fatto la scelta migliore. Perché ci sono cose, soprattutto per chi non ha bisogno di dimostrare niente a nessuno, che non hanno prezzo, e la libertà, insieme alla propria dignità, è una di queste. Uno dei danni maggiori della gestione mediocre di questo Paese è proprio la mancanza di capacità critica e analitica per vedere quello che sta succedendo e farsi un’idea di quello che sarà il futuro. D’altra parte, questi signori continuano a starsene rinchiusi nel Palazzo, pensando di fotterci con leggine da azzeccagarbugli, barzellette oscene, e giochetti di prestigio, tanto per citare l’odierno Buongiorno di Massimo Gramellini, ma sono già finiti. Ingabbiati dentro il loro stesso servilismo che gli impedisce anche solo di vedere quello che succede fuori dal Senato, al Giro di Padania, o semplicemente girando per strada, quando ormai cominciano ad avere qualche timore a presentarsi come onorevoli. Perché per quanto loro possano riuscire, e limitatamente a ogni umana esistenza, a mantenere potere e poltrone, le donne e gli uomini che sceglieranno di essere liberi ci saranno. Che si rassegnino (loro). Noi, intanto, abbiamo una ventina di giorni per raccogliere le firme per abolire il Porcellum. La mappa dei banchetti la trovate qui. Cominciamo a scegliere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.