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non siamo foche monache

E alla fine, per dimostrare forse la sua assennata lungimiranza, la sua volontà di ascoltare il Paese tutto, il senatore a vita incaricato di costituire il Governo della Salvezza Mario Monti, afferma che ascolterà le delegazione delle donne e dei giovani. Personalmente non ho alcuna riserva verso l’incarico a Monti, davvero, ma questa dichiarazione mi ha fatto saltare sulla sedia. Nel turbinio di notizie che gira per la Rete, ad un certo punto pareva che fosse una delegazione di Snoq, ad andare al Quirinale. Ora leggo che forse noi donne saremo rappresentate dalla Consigliera Nazionale Pari Opportunità Alessandra Servidori. Noi donne quindi. Noi donne trattate come una delle tante categorie a parte, come cittadine di serie B che evidentemente non possono essere rappresentate al pari e dentro i partiti e le altre istituzioni, ma in delegazioni particolari. Che siamo, mi sono detta, foche monache? È possibile che non ci accorgiamo che accettare un simile atteggiamento significa avvallare una cultura discriminatoria che mette le donne, ancora una volta, a contorno, ai margini, delle istituzioni e dei processi politici che contano? Non siamo foche monache. Lo ripeto. Abbiamo competenze e talenti per stare dentro e anche ai vertici delle rappresentanze istituzionali e forse è arrivato il momento di far capire anche a questi tecnici presentati come Deus ex Machina che a essere trattate come categoria noi non ci stiamo. E soprattutto, poiché abbiamo lo stesso diritto di essere rappresentate dei nostri concittadini maschi, sappiamo che la rappresentanza è una cosa seria che si costruisce con deleghe democratiche e non ha niente a che fare con personalità che in base a chissà quale mandato parlano “in nome di…”. Mi spiace, non vorrei essere costretta a dire, non nel mio nome, non per me che non sono foca monaca e non la voglio essere. Non per me che sono convinta che le donne devono smettere di scrivere lettere più o meno questuanti (più o meno riprese dai quotiniani) e cominciare a stilare programmi, richieste di legge. E farlo non per loro stesse, ma convinte che il loro contributo, ancorché di genere, è un contributi utile a tutti. Persino agli uomini. Quelli sì, forse, in estinzione.

2 Comments

  1. donatella proietti says

    Totalmente d'accordo.
    Marina Terragni ha già detto in diverse occasioni che basterebbe un pomeriggio per stilare un programma di governo dopo tutte le riflessioni che abbiamo fatto in tutti questi anni.
    Tutti dicono che ora abbiamo altri problemi, invece io penso che questo sia il momento giusto per affrontarli con il punto di vista delle donne.

  2. Marta Ajò says

    vero, non siamo foche monache…
    ma non se ne può più di ribadirlo…

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