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nudi e crudi

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Questa mattina a Milano le mamme di una Elementare di via Puglie hanno protestato perché sul muro adiacente la scuola campeggiava il culo di una bella ragazza che faceva pubblicità alla campagna primavera estate 2011 di Silvian Heach. La cosa mi aveva già colpito qualche settimana fa quando, all’indomani della manifestazione di Senonoraquando, era il Comune di Genova a scusarsi con i passanti di via San Vincenzo per aver accostato il logo della città con tanta oscenità. Mi ricordo che il mio amico Fabio Novembre aveva chiamato sul suo blog alla caccia alle streghe, trattandosi la foto secondo lui, di un’opera artistica in quanto firmata dall’enfant terrible della moda, Terry Richardson. Il quale appunto, quando non ritrae star del cinema e presidenti (Obama compreso), non disdegna pornografia e varie nudità. Ora, sorvolando sulla deprimente mancanza di fantasia di chi arruola, pagandolo profumatamente, un fotografo come Richardson per mostrare il solito culo, devo dire che di corpi nudi, crudi e soprattutto stracotti, di questi tempi se ne mostrano parecchi: quello di Vendola & Co. in una spiaggia nudista negli Anni 70 sulla prima pagina de Il Giornale, quello di Ruby Rubacuori per far pubblicità al libro di Alfonso Luigi Marra. Mio figlio di anni otto l’ha vista per caso (la trasmettevano al Telegiornale di La7) passando davanti al televisore. Si è fermato, l’ha seguita con interesse, quindi si è voltato verso di me e mi ha chiesto: «Ma perché si spoglia?». Ecco appunto, perché?

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