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pancia all’aria

Oggi a Milano Gianna Nannini ha presentato il suo nuovo disco. Sulla copertina vi si vede lei che mostra la sua pancia, meglio il suo pancione, quasi con un’aria da sfida. Durante la conferenza di presentazione Gianna ha ammesso che prima della nascita della figlia non aveva compreso appieno cosa fosse la creatività (e ci voleva che lei diventasse mamma per ricordarcelo!). Francamente non mi interessano i dati anagrafici della signora Nannini. Tantomeno l’attestazione di paternità di Penelope. Sicuramente la piccola sarà più fortunata di quel neonato di 20 giorni morto di stenti a Bologna perché la madre (italiana di 35 anni) non aveva di che vivere. Ma di queste maternità, di queste donne, non si parla. Ci si scandalizza di una ricca 55enne che decide di farsi come regalo le gioie della maternità, e si relega in quarta, quinta pagina (e dopo un paio di giorni) la morte per freddo di un neonato senza nome. Mi chiedo dove avesse partorito quella donna. Chi le era accanto. Quali cure le sono state offerte. Me lo chiedo perché non trovo risposte, ma sono sicura che se decidessi di cercare i marchi preferiti delle tutine di baby Penelope (che sono sicura verrà nutrita a latte biologico e pappe organiche), li troverei. Mi spiace, signora Nannini, ma forse in questo mondo che se ne va all’aria insieme alle pance, ci vorrebbe un poco più di discrezione. Se non altro come ringraziamento per la propria fortuna.

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