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Passaggio a Malles

Quando mi trovo in un paese di montagna, di quelli piccoli con le case, le chiese, le piazze, ancora raccolte come un tempo, faccio sempre un’incursione al cimitero. L’ho fatto anche a Malles, in Val Venosta. Ho aperto il cancello e, senza orari o permessi, sono entrata. Le tombe sono sempre semplici e leggendo i nomi delle famiglie mi sembra di scoprire la storia del luogo. Ho notato, camminando tra le tombe, che tutti i fiori erano freschi. Primule e anemoni di ogni colore. Margherite, narcisi e violette. Di solito qualche tomba, nei vecchi cimiteri, è sempre lasciata andare, ma qui a Malles, no, cosa che avevo già notato questa cosa in altri paesi alto atesini. Ho pensato che fosse il comune o la Chiesa a occuparsi di quel fazzoletto di terra destinato chi in terra non ci sta più, e per essere più sicura ho chiesto a una donna che stava facendo avanti e indietro dalla chiesa. Così mi sono accorta che sbagliavo, perché a Malles ciascuno si occupa della sua, di tomba, oppure paga il fioraio del paese perché se ne occupi, ma tutto, anche le tombe devono essere in ordine.

Ho continuato a passeggiare, uscita dal cimitero e mi imbattuta in una colonna quadrata di legno scavata  sui quattro lati: era la Biblioteca Aperta, una libreria che mete a disposizione di tutti libri di narrativa per adulti e bambini. Ne prendi uno, ne lasci un altro, e via così… Ecco, se ci fosse una risposta esemplificativa alla domanda che mi fanno spesso: «Perché ti piace stare in Alto Adige?», la risposta sarebbe «Perché ci sono cose come Biblioteca Aperta». A Malles, che pur essendo il comune più grande dopo Bolzano, resta un paese di montagna (anche se siamo a 1000 metri di altitudine). In mezzo alla strada. Come i carretti fermi lungo le vie ciclabili che portano mele, e ne prendi una, e lasci un euro (una cosa simile l’ho vista solo in Olanda, per dire).

A Malles mi sono fermata al Gaberhof Wellness & Resort, che oltre a un’ottima cucina (spaziale l’antipasto a base di centrifugato di pera e prezzemolo o la minestra Tom Kha Gai, poi c’è anche lo strudel di asparagi bianchi, prosciutto e formaggio con salsa di yogurt e wasabi…), ha un centro benessere piuttosto grande. A parte la piscina, che forse si può usare solo per il relax (l’idromassaggio e il nuoto controcorrente non erano disponibili), la zona dell’hammam e delle saune è completamente rinnovata e tra varie saune, docce peeling, vasche, e bagno turco, il percorso dura più di due ore e mezzo… E poi eravamo solo in due, visto che gli altri ospiti dell’albergo, per di più tedeschi e austriaci, se ne stavano in palestra o a fare bagni di fieno….

Così siamo arrivati al motivo di questa fuga in Val Venosta, in un week end di maggio che non prometteva bel tempo (e così è stato), senza gli scarponi (di sci) e gli scarpini (da fondo) ai piedi, ma semplicemente con il desiderio di andarsene via dalla Pianura Padana e lasciare un adolescente a casa. Che ogni tanto prendetevelo un po’ di tempo per voi. Io ho deciso di praticare l’abbandono selettivo. Ovvero, almeno tre giorni di seguito al mese, ognuno sta per i fatti suoi, possibilmente in posti non raggiungibili immediatamente. Dite che non funziona? A Malles, ha funzionato.

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