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psicoanalisi post elettorale

Aspettiamoci di tutto perché succederà. Mi pare già di vedere i primi commenti a caldo dei vertici istituzionali di questa città. Si dirà che le donne sono state messe lì solo per rispettare il tanto radical chic 50&50, nomine di facciata per darsi un tono di illuminata modernità. Si parlerà di strumentalizzazione o, ancor peggio, ci si lascerà andare a entusiasmi partigiani davvero esagerati. Commenti fiduciosi tipo il nuovo (rosa) che avanza o annunci ottimistici della svolta della vita. Ma la vita, come la politica, è in generale un poco più complessa e io ho l’impressione che tali comportamenti non facciano altro che sottolineare l’immaturità della nostra società. Ogni volta che una donna viene nominata in un posto di responsabilità nasce un sospetto di competenza insufficiente, e questo è un dato. L’altro è che, subito dopo aver cavalcato il principio paritario (quote rosa obbligate), gli uomini ce lo ritorgono contro rimproverandocene la forzatura e il sessismo latente. Eppure io non ho mai visto un uomo mettere in discussione la legittimità della sua posizione di potere. Non solo in politica, ma anche nei luoghi di lavoro. Avete mai visto un collega arrivato, il più delle volte miracolosamente, ai vertici di un’azienda magari lasciandoci dietro una pletora di donne chiedersi: «Ma io sono qui per mio merito mio o solo in virtù di un sistema che, come io stesso nobilmente (e inconsapevolmente) ammetto, avvantaggia la mediocrità?». Avete mai sentito che si ponesse il dubbio: «Ma come mai ci siamo solo noi maschi qui, nei piani alti? Sono forse le colleghe (tutte) idiote o, magari, c’è qualcosa che non va nell’ascensore?». Ecco, non credo che tali scosse di autocoscienza e di intelletto scalfiscano i nostri maschi al potere. Noi, invece, che siamo sempre assalite da dubbi e da manie di perfezionismo, ci vediamo sempre sdraiate sul lettino dello psicanalista. E ci rifiutiamo sempre, da brave e nobili ragazze, di accettare un concetto fondamentale: che si può vincere con un poker d’assi,  ma anche con un bluff da Oscar. E il bottino vale sempre lo stesso, che ci piaccia o meno. E se poi davvero non ci piace, adesso che siamo della partita, vediamo di cambiare le regole. Di imporne di nuove. Del resto, che non basta essere donne lo sappiamo noi per prime. Per decine di anni però, è bastato essere uomini e ai più sembrava normale. Quindi, care amiche mie, per una volta, dimentichiamoci del lettino e passiamo direttamente al ponte di comando. Perché è lì che ci dobbiamo fare le ossa. Nel resto della casa siamo già le regine.

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