Donne
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Pugni & Pupe

Più del doppio rispetto a due anni fa e quasi mille in più nell’ultimo anno. Per rendersi conto dell’esplosione della passione femminile per la boxe basta guardare i numeri della Federazione Pugilistica Italiana: 2766 tesserate nel 2017 nel settore amatoriale a fronte di 1880 del 2016. Crescono anche le dilettanti, che non disdegnano il contatto fisico, così come, a stesso ritmo, il settore giovanile. E pensare che fino al 21 luglio 2001, quando il decreto Veronesi permise finalmente alle donne di salire sul ring, i pugni erano affare solo dei maschi. Ora, come succede alla Opigym, storico boxing club di Milano, si iscrivono persino le ragazze sotto i 13 anni. «È l’effetto del passaparola fatto da chi ha provato il pugilato educativo: negli anni il numero degli agonisti è diminuito mentre sono aumentati gli amatori, tra cui molte donne» dice il titolare Alessandro Cherchi, «La boxe fa lavorare tutti i muscoli del corpo, non solo la parte superiore come si crede, visto che i colpi partono dalle gambe, e poi si acquistano velocità, riflessi, capacità di competere, autostima».

In pratica, il mantra delle sostenitrici di uno sport a metà strada da tra filosofia di vita ed esercizio fisico, cresciuto dentro le palestre nella sue tante versioni fitness tra kickboxing, thai boxe, cardio boxing, soft boxe, aereo boxe, krav maga… e che pure oggi oltre a sudore, salti con la corda, squat, vuole acquisire, e sfruttare, la tecnica autentica della boxe. Un vero fight club al femminile insomma capace di stare al passo anche delle ultime mode del fitness. L’ultimo nato è un allenamento di functional boxing, il Punch, che prevede sessioni di boxe al sacco alternate a allenamenti funzionali a corpo libero con attrezzi di nuova generazione come TRX, Kettlebell, Med Ball e Plates, e che sta entrando a gamba tesa nella palestra “classica”. «Le donne oggi amano allenarsi intensamente, magari per meno tempo, ma con un grande dispendo di calorie e forza. E amano sentirsi coinvolte anche a livello emotivo, e nei corsi di boxe c’è molta interazione, si lavora sempre con maestro o compagna » dice Ilario Volpe, direttore tecnico di Virgin Active e ideatore del format Punch che entro fine anno occuperà sedici palestre italiane con altrettanti studio attrezzati ad hoc.

Di paura e di timidezza, ovviamente, non se ne parla. Anzi, si citano a volontà le modelle di Victoria Secret che avrebbero modellato i loro fisici a forza di calci e pugni, e di star come Gigi Hadid, Ashley Graham, Gina Rodriguez, Adriana Lima, Kendall Jenner, Karlie Kloss, e Kate Hudson, che sarebbero vere fanatiche di grandi sudate, pugni al sacco e salti con la corda. E poi c’è il lato più impegnato, quello che di questa disciplina da combattimento fa un’arma per l’empowerment femminile. Da Gedda, in Arabia Saudita, dove la 41enne Halah al Hamrani ha aperto Flagboxing, una palestra, la prima, in cui le donne si allenano a “combattere come ragazze” per benessere fisico, autostima e fiducia in se stesse; a New York, dove da pochi mesi ha aperto la prima palestra pugilistica al femminile, la Women’s World of Boxing, grazie alla guru di questo allenamento, Reese Scott, trainer e preparatrice atletica con una rassegna stampa da star, dal New York Post a Bustle, e che prima di questa avventura ha insegnato a più di mille donne a tirare jab, e uppercut e ganci. È pur sempre vero che molte si avvicinano a questo sport per imparare a difendersi: «Entrare in un terreno prima esclusivamente maschile, apprendere esercizi per padroneggiare guardia, tempo e distanza, diventare consapevoli dei propri mezzi per gestire impulsività, aggressività, paura, ma anche trovare un luogo e un tempo per poter scaricare lo stress accumulato, sono tutte ragioni che portano le donne a praticare sport da combattimento» dice William Niccolò, una carriera lunga quindici anni tra Karate, Kick Boxing, Judo, Pugilato e Yoseikan Budo, per cui ha diretto e allenato la nazionale italiana, e che nella sua palestra Yoseikan di Milano negli ultimi anni ha visto crescere tra le arti marziali anche quella nobile per antonomasia, la boxe.

Già pubblicato su Repubblica del 19 marzo 2018

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