Donne
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Punto su di te?

Qualcuna in giro è stata già avvistata e non tutti i commenti sono stati positivi. Disarmante, provocatoriamente banale, inutile. Eppure la nuova campagna di Pubblicità progresso Punto su di te dell’agenzia Young & Rubicam Group qualche obiettivo l’ha già centrato. Tra i quattro proposti (Invitare le donne ad accrescere la propria autostima, invitare gli uomini a valorizzare il punto di vista femminile, Rendere visibile la discriminazione di genere, come primo passo per eliminarla, Superare i pregiudizi nei confronti delle donne), il terzo sarebbe stato raggiunto. Date un’occhiata al video e capirete. Capirete qual è l’immaginario e le risposte collettive a desideri banali (direi quasi diritti) che le donne chiedono. Ciò che è banale per gli uomini infatti, non lo è per le donne a quanto pare. E questa è già una discriminazione. Non a caso, il progetto è stato voluto da tre donne che siedono nel CdA di Pubblicità Progresso: Giovanna Maggioni (Upa), Rossella Sobrero (Assocom) e Donatella Consolandi (Unicom). La campagna avrà durata biennale e andrà per strada, in tv, sulla radio, e sui social network. Ma la novità è forse il portale Puntosudite.it che conterrà, suddivise per argomenti, idee e iniziative volte a dare un contributo concreto al miglioramento della condizione della donna: dalle iniziative di aiuto alle madri che lavorano, ai centri anti violenza, agli spettacoli teatrali, libri e blog sul tema. E, importante, ci sarà anche la possibilità di chiedere direttamente la rimozione di campagne lesive dell’immagine della donna tramite l’intervento dell’Istituto di Autodisciplina per la pubblicità. Ma sia chiaro, poiché in Italia, più che una questione femminile, esiste una questione maschile, ecco che la campagna è soprattutto rivolta a loro, gli uomini. E, visto i primi imbrattamenti e vandalismi a cui sono stati sottoposti questi manifesti, ancora una volta, non ci fanno una bella figura. In questo caso, Punto su di te, prova anche a definire qualcuno su cui davvero si può contare. Guardiamoci bene intorno. Riconoscere che il problema non è nostro, ma loro, è il primo passo per far crescere la nostra autostima. E senza bisogno di pubblicità.

P.S. Recentemente Pubblicità Progresso ha organizzato un convegno dal titolo Il valore della diversità. Qui il link del mio reportage.

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