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Riccardo Iacona e gli Utilizzatori Finali

Un libro nato da un’inchiesta che è stata anche una puntata di Presa Diretta. Utilizzatori Finali, edito da Chiarelettere, con Liza Boschin, Federico Ruffo, Elena Stramentinoli, è un faro puntato nel lato scuro dell’adolescenza. Quella in cui, tantissimi minorenni, ragazzi e ragazze, credono che il sesso sia ormai pura merce di scambio. I dati di Eurispes, le ricerche di Cremit, di cui ho già parlato nel mio articolo per Gioia!, sono solo un ulteriore prova. Anche se, come si legge nel libro di Iacona, il fenomeno non viene affatto indagato e tanto meno prevenuto, cercato, educato. Ho parlato con Riccardo Iacona proprio in occasione del mio lavoro sul sexting. Quella che segue è l’intervista integrale.

Il fenomeno sexting di cui si parla anche nel tuo libro è un po’ la cartina di tornasole della mancanza di rispetto o amore per se stessi.. si può dire che questo fenomeno è alla base culturale, emotiva di anche di casi come delle ragazzine dei Parioli? Certo, questo è il segnale che il corpo è ormai merce di scambio e questa cosa non fa scandalo, né tra gli adulti, tanto meno tra i ragazzini che la danno come pratica assodata. Ragazzi e ragazze che trovano normale scambiare foto di pezzi del loro corpo per avere un telefonino o un altro bene o per diventare popolari.… È l’immagine del nostro Paese del resto, ancora il Paese del Bunga Bunga, la cosa di gran lunga più ricercata su Internet in questo di Paese di puttanieri. Tutto questo, ripeto, è normale per noi e per loro che sono i figli nostri per cui abbiamo foderato un mondo con pezzi di corpi di donna.

Io mi metto sempre nei panni di un genitore che si fa delle domande su quello che insegna o viene insegnato ai propri figli e figlie. Nel tuo libro racconti del modello olandese (adottato poi anche in GB) nato per altro quando hanno notato delle “stranezze” nel comportamento degli adolescenti… vogliamo ripetere quanto e perché siamo lontani? Quello che manca è precisamente un progetto di educazione sentimentale e sessuale per tutti gli aspetti dell’adolescenza. Una scuola dove si insegna il rispetto per il proprio corpo e anche a saper dire di no, cosa che oggi la maggior parte delle ragazzine non sa fare. Tanto più che oggi la relazione sessuale è esposta alla pornograficazione… Dovremmo trovare lo spazio per riflettere su queste tematiche e invece ci nascondiamo e ci rifiutiamo di parlarne: si pensi che all’indomani dello scandalo che ha investito il liceo Parioli, la scuola non ha ritenuto utile fare, non dico un assemblea, ma un ragionamento su se stesso. La distanza tra quello che facciamo e quello che si dovrebbe fare è enorme, a cominciare dalla prevenzione, praticamente inesistente.

E la famiglia? Voi avete incontrato anche i genitori… Sì, li abbiamo incontrati per primi. I loro racconti sono strazianti. Famiglie e persone normali, genitori competenti, affatto disagiati. Ma di sesso in famiglia non si parla, è come se vivessero in un mondo parallelo. Come se tutta la pratica sentimentale passasse attraverso le chat dei ragazzi, non nel confronto, con tutti i danni del caso…

Si parla molto anche del ruolo dei social network in questo fenomeno (vedi qui la mia intervista a Federico Tonioni), eppure non si può dare tutta la colpa alla tecnologia… Non si tratta di demonizzare Facebook o la comunicazione digitale. Certo, alla base, manca una politica di educazione, e manca in Paese in cui tutto è ipersessualizzzato, in cui l’immagine della donna è quella che è, e la violenza delle donne è endemica. In questo contesto, non fare educazione sentimentale è quasi un crimine. Se guardo all’Olanda, forse il Paese più libero in materia, dove si fa di tutto e di più, poi vedo che i ragazzini fanno l’amore più in ritardo rispetto ai nostri. Conoscono l’uso dei contraccettivi, mentre alcune ragazzine che abbiamo incontrato, pur avendo avuto parecchi uomini, magari non sono mai state nemmeno da un ginecologo. Manca tutto. Manca la cura, il welfare. Sono scomparse le istituzioni, decimati i consultori e i servizi sociali. In questo silenzio cresce un’emergenza assoluta. E nessuno se ne cura.

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