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Saké Drink, la nuova tendenza alcolica tra Parigi e Tokyo

[Articolo pubblicato nella mia pagina autore di LeiFoodie]

Parlare della nuova tendenza cocktail nippo-parigina con uno chef sommelier piemontese giramondo via Skype mentre si trova in Rwanda per una consulenza. Il rutilante mondo della gastronomia oggi è anche questo. Lui è Alessandro Merlo, ha studiato in Svizzera, fatto la gavetta a Londra per poi volare al Valentino di Los Angeles, quindi all’Essex House di Alain Ducasse a New York e, oggi, a Parigi dove, qualche anno fa, si imbatte in una degustazione di sake pregiati e in Nicolas Sikorsky, uno dei più grandi specialisti di sake al mondo nonché selezionatore di alcolici presso la Maison du Whisky di Parigi. «Il sake è un prodotto quasi intellettuale e, per comprenderne la qualità, bisogna avere un palato molto allenato. Il suo gusto fine e allo stesso tempo complesso mi ha accompagnato, sotto la preziosa guida della giornalista gastronomica Aya Ito, alla scoperta di tutta la cultura giapponese». Così si è ritrovato a Tokyo a visitare le case di produttori di sake più importanti del mondo come Dassai e Artisan, quindi di nuovo nella capitale francese a cimentarsi in una collezione di drink a base di sake. Ora sono ben 57. «All’inizio volevo solo educare la mia clientela ad accettare e apprezzare il nuovo gusto: al contrario di quanto siamo abituati a credere, il sake è un liquore elitario e una buona bottiglia non costa meno di 50 euro. Ma il bello di Parigi è che le persone sono sempre golose di novità e quindi anche un insolito menu di sake drink può diventare, per così dire, di moda». Menu che è stato protagonista all’inaugurazione dell’ultimo Design Week parigino e che ora è entrato nella carta cocktail di Grazie, proprio a due passi da quel Merci, il concept store e charity shop cult in Boulevard Beaumarchais, aperto sempre dalla famiglia Cohen. Il sake con acqua di ostrica e servito con due foglie sottili di champignon di Parigi, per esempio, si può degustare anche in un altro cocktail bar di tendenza come l’Experimental Cocktail Club, vicino all’Opera. Elisir trasparenti e minimal serviti in bicchieri realizzati a mano (ogni pezzo richiede solo di lavorazione quasi un’ora) dagli artigiani giapponesi di Kimura Glass. Solo un assaggio di quello che succederà il prossimo anno quando Parigi e Tokyo vedranno l’apertura di due ristoranti dove i sake drink saranno abbinati alla cucina mediterranea. Un esempio? Sake Dassai naturalmente frizzante con spuma di fragole fresche servito con carpaccio di orata, burrata fresca e foglie di ravanelli. Per ora, non resta che degustare con gli occhi o provare, chez nous, magari per un originale brindisi di fine anno.

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