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Saune urbane e sculture di ghiaccio: l’arte di vivere all’aperto

Da quando la land art è diventata uno dei modi per caratterizzare lo spazio del turista, anche i limiti stagionali sono caduti. Che sia in un parco o una città, in riva al mare o in montagna, l’arte pubblica, effimera o indelebile, spesso regala un nuova prospettiva. La Sicilia del Grande Cretto di Alberto Burri a Gibellina (terminato in fondo solo tre anni fa dopo trent’anni dalla prima pietra), o quella vista dalla collina di Motta d’Affermo, che guarda il mare insieme alla piramide in acciaio corten di Mauro Staccioli (38°Parallelo, 2010) della Fiumara d’Arte di Tusa, sono ormai dei classici del turismo culturale al pari dei templi agrigentini. E d’altra parte, sono state migliaia le persone che, settimane fa, sono accorse al parco di La Perle du Lac di Ginevra per vedere l’affresco biodegradabile su erba dipinto da Saype: una bambina che lasciava la sua barca di carta libera nel lago. Ora ne è rimasta solo qualche traccia, ma per quasi un mese quel semplice prato ha smesso di essere un luogo comune.

Dalla Sicilia alla Danimarca

Metà percorso d’arte e metà attività outdoor, il turismo intorno a questo genere di iniziative cresce. Ne sa qualcosa una città come Londra, che certo non avrebbe motivo per creare eventi speciali per attrarre viaggiatori, e che pure anima ogni anno strade e piazze con Sculpture in the City, una serie di opere piazzate tra Liverpool Street e Leadenhall Market. L’ultima in ordine di apparizione è la replica di una casa tradizionale coreana in legno che l’artista Do Ho Suh ha costruito sopra il ponte pedonale di Wormwood street, una delle strade più trafficate della City. Bridging Home, è un richiamo alla storia di migrazione nell’East End della capitale britannica, è un pezzo di esistenza umana, discreta ma forte, in mezzo a grattacieli di vetro e acciaio che spesso si attraversano senza prestarvi particolare attenzione (fino ad aprile 2019). Lo spazio pubblico, tutto, invece va usato e goduto. Nel cortile della Kunsthal Charlottenborg di Copenaghen, il duo svedese Mats Bigert & Lars Bergström ha realizzato una scultura sociale, Solar Egg (foto in apertura), che non è altro che un uovo ricoperto di specchi dorati di cinque metri di altezza che contiene una sauna, lo spazio nordico per eccellenza dedicato alla riflessione, allo scambio e all’incontro. Fino al 19 gennaio, ci si può prenotare dal sito per raccogliersi intorno alla stufa a legna a forma di cuore in ferro e pietra che porta la temperatura fino a 85° C. Una volta usciti, sculture di grandi dimensioni, installazioni, piazze trasformate in opere d’arte fino a Superkilen, il parco nel quartiere Nørrebro creato dai Superflex, rosa e verde, con piste ciclabili e insegne da tutto il mondo ancora, che forse è la via migliore per capire l’anima della città.

Musiche di ghiaccio

Ma l’inverno è senza dubbio il tempo delle sculture di ghiaccio. Se si vuole parlarne in termini di prestazioni, l’Ice Festival di Harbin, città cinese nel bel mezzo della Manciuria dove d’inverno si sfiorano i meno 30°, non ha rivali. Un’estensione di 600 mila mq, palazzi illuminati con neon colorati alti fino a cinquanta metri, e un lavoro che coinvolge migliaia di scultori, per un regno di ghiaccio con tanto di hotel e negozi, gare di slitte trainate dai cani e safari siberiani (dal 24 dicembre al 28 febbraio 2019). World Famous Stories sarà invece il tema del IJsbeelden Festival, praticamente un congelatore di mille e duecento mq con 275mila chili di ghiaccio e altrettanti di neve, vicino la città olandese di Zwolle che, tra effetti spettacolari di luce e suoni, metterà in freezer Romeo e Giulietta, i Tre Moschettieri, Robin Hood, Alice delle Meraviglie e altri ancora (dal 15 dicembre al 3 marzo 2019). Niente manie di grandezza invece in Savoia, a Valloire (dal 22 al 25 gennaio 2019), con sculture di neve che seguiranno la naturale evoluzione delle temperature con tanto di premiazione finale; e nelle nostre San Candido e San Vigilio di Marebbe, in Val Pusteria. Durante il Festival Internazionale delle Sculture di Neve, a trenta artisti verrà affidato un cubo di neve pressata e ghiacciata di tre metri e, in tre giorni, utilizzando solo filo spinato, seghe e palette, dovranno scolpire le loro opere che poi si scioglieranno, insieme alla neve, al sole (dal 9 al 11 gennaio 2019 a San Vigilio e dal 14 al 16 a San Candido). Una “concert hall” all’interno di un grande igloo sarà invece realizzata alla base del Ghiacciaio Presena per una serie di concerti in programma per l’Ice Music Festival. Musicisti jazz, pop, rock e di musica tradizionale suoneranno strumenti di ghiaccio, per concludere il 30 marzo 2019 con un Ice Music Party, che vedrà la partecipazione straordinaria di Giovanni Sollima, violoncellista e compositore siciliano.

Già pubblicato su Repubblica del 17 novembre 2018

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