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Se la sicurezza è un lusso

Ho avuto il piacere di ricevere uno dei dieci mila Vademecum per la Sicurezza presentato qualche giorno fa nella Sala del Campidoglio dal Gianni Alemanno e distribuito alle donne romane che volessero sentirsi più sicure. Leggo subito sulla copertina (rosa): Sicurezza, un lusso che oggi noi donne vogliamo permetterci. E io che pensavo che la sicurezza fosse invece il minimo sindacale! Per tutti, dico. Uomini, e anche donne. e invece no. È un lusso. Così, avida di consigli, sfoglio con interesse questo bignamino dell’autodifesa. A pagina 4, preceduto da una serie di fotoritratti di donne che evidentemente hanno appoggiato con entusiasmo il documento, mi viene subito presentata l’insidiosa bolgia metropolitana in cui io, sfigata e debole femmina, devo sopravvivere.

Una bolgia in cui immigrati di razze diverse in cerca di casa e di lavoro si riversano nelle periferie… e io già mi vedo masse equine, bovine, ovine o suine provenienti da Africa, Sudamerica, Asia che si riversano per le strade dell’Urbe! Devo arrivare a pagina 9 per leggere i Consigli da donna a donna dell’Onorevole Lavinia Mennini, delegato per il Sindaco alle Pari Opportunità. Ora, visto che il Tar del Lazio ha annullato la giunta del Comune di Roma per mancato rispetto delle quote rosa, capisco che sia stato difficile avere un contributo femminile all’opera. E infatti dopo sarà un uomo, Fabrizio Santori, a spiegarci come comportarci per sentirci sicure. Perché, sia chiaro, la sicurezza è un problema che riguarda le sole donne, e solo loro devono adottare comportamenti adeguati per evitare di subire qualsiasi genere di violenza. E tra le violenze a cui il Comune di Roma sembra particolarmente sensibile c’è lo stalking. I primi cinque suggerimenti (su sei) sono infatti dedicati a come contrastare il reato con tanto di ripresa così come è scritto nel codice penale… Che fotocopiandolo e mandandolo via fax all’eventuale molestatore riuscissimo a dissuaderlo? Al suggerimento numero 6 capiamo finalmente che dobbiamo essere forti e avere più fiducia in noi stesse, consolate anche dal fatto che la legge amplia dai sei mesi a quattro anni se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da altra persona legata affettivamente alla vittima… Oggi mi verrebbe da commentare andatelo a dire a Melania, ma mi trattengo e non vado oltre…

Il bello viene a pagina 16, con le Regole d’oro per la sicurezza. Se permettete, ve le riassumo io: vestitevi con una grossa tunica, non uscite la sera e da sole, e anche in casa, sempre che abbiate il coraggio di vivere da sole, non state troppo tranquille: il lupo è sempre in agguato. Ora, poiché immagino che questo bignami dell’autodifesa abbia avuto un costo io, se fossi un cittadino che paga le tasse anche a Roma, vorrei sapere quale. Se fossi una donna che abita a Roma invece, chiederei al Signor Sindaco se pensa che sia una cerebrolesa. Se pensa di essere nella posizione di potermi suggerire, quasi con una pacca sulla spalla, di avere maggiore coscienza di me (pag.10). Perché vede, Signor Sindaco, se c’è qualcuno che deve cominciare a prendere maggiore coscienza di sé, siete voi maschi. Voi che ancora di questa violenza perpetrata alle donne da secoli e nei secoli non vi vergognate ancora del tutto e che invece dovreste bandire dalla società con la stessa forza con sui si condanna l’incesto (a questo proposito consiglio i libri di Iaia Caputo). E non lo fate.

Perché,  mi e vi chiedo, non fate un bel bignamino, dalla copertina blu questa volta, per insegnare, questo sì, insegnare quanto sia abberrante per voi stessi la violenza su una donna? E concluco. Perché, certo, c’è una cosa che nei testi è riprodotta fedelmente, ed è l’immagine di un mondo claustrofobico in cui è costretta a vivere la donna. Un’immagine del mondo che avete costruito voi.

P.S. dimenticavo, le pagine 22 e 23 sono dedicate alla pubblicità di un dispositivo innovativo per la sicurezza personale… la soluzione completa

3 Comments

  1. Manuela Mimosa Ravasio says

    Cara Lorenza… forse, senza aspettare che lo facciano loro, potremo cominciare a confezionarlo noi un bel vademecum contro la violenza alle donne da dare ai maschi… lanciamo la proposta, pensiamo a degli interventi scritti e vedrai che a fare meglio di alemanno ci si mette poco…

  2. Al solito, cambiando prospettiva si hanno intuizioni geniali. Un bel manuale di rispetto dell'altro forse servirebbe di più; per non parlare del fatto che la gran parte delle violenze non si consuma per strada. Il concetto “Ha subito violenza MA aveva la minigonna” è davvero aberrante

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