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Sono le donne le leader del dating online

La prima mossa? Ora è sicuro che la farà lei. Almeno nel mondo sempre più variegato del dating online, dove le app che strizzano l’occhio al pubblico femminile, per ora in netta minoranza, stanno aumentando. «Il mio obiettivo era quello di liberare le donne da imbarazzanti situazioni con colleghi o ex fidanzati, e di lasciare loro, invisibili ma presenti, le redini della scelta». Chi parla è Clémentine Lalande: il prossimo 5 marzo lancerà in Italia Pickable, la prima app che consentirà alle donne di scegliere il partner senza l’obbligo di creare un profilo pubblico. Modalità anonima e maggiore privacy, oltre alla possibilità di inviare foto e nome solo in chat privata quando lo si riterrà opportuno, dovrebbero far partecipare le donne con più entusiasmo. Lalande, d’altra parte, del dating on line ha sempre fatto una questione di empowerment femminile, e già con la sua prima creatura, Once, pioniera dello slow datingoggi con oltre sei milioni di utenti in sette Paesi, aveva mostrato una certa sensibilità di genere: «La possibilità di ricevere una sola richiesta di incontro al giorno scoraggia i molestatori digitali, mentre una nuova funzione permette alle donne di scambiarsi informazioni su conversazioni, appuntamenti, e foto più o meno verosimili» conclude Lalande.

Una sorta di pagella ai vari profili dei maschi è anche l’idea di AdottaUnragazzo.it, che sempre e solo alle donne, dà il potere di accettare o meno un incantesimo (il match) e iniziare il dialogo. Dal dietro le quinte di questo cupido digitale fanno sapere che la loro community è uno dei rari casi di equilibrio numerico tra iscritti e iscritte, e che presto ci saranno anche contenuti su amore, girl power, sesso senza tabù, nonché una nuova assistente vocale che aiuterà le utenti a trovare l’uomo su misura. Perché, anche nel dating online, centrare il target è fondamentale per incrementare un giro di affari di quasi cinque miliardi di dollari. Si spiega così Wooplus, l’app di incontri per le donne con qualche taglia in più, mentre ormai vanno a gonfie vele Bumble, che promette connessioni, con ancora le donne a dover fare la prima mossa, per amore o lavoro, e CoffeMeetsBagel (per ora solo negli Usa). Fondata da tre sorelle newyorkesi che volevano offrire alle coetanee la possibilità di avere incontri sicuri e divertenti nella vita reale, propone solo sei profili al giorno personalizzati e niente frustrazione da attesa. In definitiva, un modo per combattere la Swipe Society, ovvero una cultura degli appuntamenti un po’ frenetica e superficiale che renderebbe le persone sempre più disilluse e difficili da conquistare. Se Tinder, con i suoi ventisei milioni di match al giorno, è sì intenso, ma di breve durata; se il fishing (inviare messaggi indifferenziati a decine di persone per vedere chi “abbocca”) è francamente fastidioso, non resta che provarci, con calma, con una persona alla volta. Sempre che decida lei.

Già pubblicato su Repubblica del 2 marzo 2018

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