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L’8 marzo delle bambine

Articolo pubblicato su LeiWeb il 26 febbraio 2013 Da grande farò l’architetta. E poi la maestra, l’esploratrice, l’avvocata e la casalinga. A ben guardare, i sogni delle bambine ci dicono tutto sulle donne di oggi e di domani. Alessandra Ghimenti, una giovane documentarista toscana, ha trasformato questa intuizione in un lavoro itinerante e autofinanziato nelle scuole elementari italiane. Ha cominciato in una scuola di Altopascio, in provincia di Lucca, poi ha continuato con alunne, e alunni, del centro di Milano, e ora sta lavorando con una scuola in provincia di Brescia. «L’idea di Ma il cielo è sempre più blu… è nata dopo aver letto il libro di Loredana Lipperini Ancora dalla parte delle bambine. Giro classe per classe ponendo domande come: Chi si occuperà dei tuoi bambini? Che differenza c’è tra maschio e femmina? Maschi e femmine possono fare le stesse cose? Sono domande che restituiscono un quadro piuttosto preciso di come stanno crescendo i nostri figli, soprattutto femmine, ma che fotografano anche le forti differenze e resistenze culturali del nostro Paese. Le bambine della scuola milanese per esempio, …

otto marzo: a noi la festa, a voi la parola

Sarebbe bello che per questo Ottomarzo le cose andassero un po’ diversamente. Che per una volta non toccasse alle donne elencare di tutti i guai causati a questo Paese da un’irriducibile “questione maschile”: il monopolio, come lo chiama Chiara Saraceno, dei posti di potere, l’applicazione di cospicue quote non scritte (tra l’85 e il cento per cento) a favore degli uomini. Sarebbe interessante che stavolta fossero i nostri colleghi giornalisti, opinionisti e blogger, a dire I care. A scrivere: la violenza e il femminicidio sono un mio problema, e rivelano l’incapacità della sessualità maschile di liberarsi dalla tentazione del dominio. Come posta un lettore, Claudio Losio, sul blog Il corpo delle donne, commentando la vicenda della ragazza stuprata da un militare a L’Aquila, «il quadro che ne esce ci riporta indietro di 30 anni, al documentario di Tina Lagostena Bassi sul processo per stupro. La giovane studentessa dell’Aquila è nostra figlia, dobbiamo trovare il modo di sostenerla e proteggerla». I care: è un mio problema di uomo lo sfruttamento commerciale e mediatico della bellezza femminile, …

il tramonto e l’aurora

@font-face { font-family: “Cambria”; }@font-face { font-family: “Helvetica Neue”; }p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: “Times New Roman”; }div.Section1 { page: Section1; } Alla vigilia dell’8 marzo, vorrei dedicare questo post a Ipazia. Che fu uccisa, o meglio scorticata viva, con frammenti di conchiglia nel mese di marzo dell’anno 415. Era Quaresima: sono gli storici cristiani a ricordarlo, quasi a trovare una giustificazione al massacro di quel corpo di donna (avevano fame ed erano incattiviti). Questo ha però consentito anche un’altra, e più poetica forzatura, quella di datare il martirio di Ipazia proprio l’8 marzo di quell’anno (Ipazia, Vita e sogni di una scienziata del IV secolo di A. Petta e A. Colavito). Ma è bene anche ricordare, che la più grande colpa dell’ultima filosofa della Scuola d’Alessandria fu quella di «occupare la piazza, lo spazio degli uomini». Perché la piazza, il parlare con la gente, sfidare il potere e la ricerca del consenso, questo sì, è cosa che non si perdona. Chi si accinge a uscire dall’ombra per avventurarsi …