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preferisco vivere

Dire no può vuol dire salvezza. Riscoprire il valore della disobbedienza in ogni campo, soprattutto il proprio. Adele (di cui ho parlato in questo blog in tempi non sospetti) ha confessato in un’intervista a Vogue America che si ritirerà per cinque anni. Grazie, è stato bello, ma a 23 anni, posso anche concedermi una pausa e non lasciarmi stritolare. Non so se Whitney Houston fosse già morta quando Adele ha rilasciato l’intervista, certo la sua amica rivale Amy Winehouse se n’era già andata il 27 luglio scorso schiacciata dallo stesso invisibile peso. Il padre della Winehouse si è lamentato perché ai Grammy la figlia non sarebbe stata menzionata adeguatamente. Tutti presi dalla morte di Whitney, che pure, insieme ad Amy ed Etta James, e sono sempre le sue parole, fanno un bel coro di voci femminili in Paradiso. Bella soddisfazione. Io preferisco quelle che si prepara a godere Adele: «Mi sposerò, avrò dei bambini, coltiverò un orto, deciderò sul momento». Come ripeto sempre, nella vita, si può far molto di più che vincere: per esempio, …

Basta pagare

Ieri sera ero al concerto di Adele. Bello e perfetto. La sua voce è un misto di intimità ed evasione. Ci si emoziona e si balla. A patto che uno metta il suo smart phone in tasca e si dedichi anima e corpo a quello per cui ha pagato anche una certa cifra: il concerto. E invece, eccoli lì, immobili, con l’occhio fisso sul display lcd per controllare l’inquadratura, tutti presi a filmare la loro canzone preferita. Guardare la realtà attraverso il video è ormai diventata una cattiva abitudine. E il video, una sorta di preservativo al coinvolgimento. Emotivo o razionale. Non c’è più nulla che ci emozioni perché non ci può essere passione dove il vero ha fatto spazio al verosimile. Non c’è più nulla che ci interessi perché, al di là dello schermo lcd, tutto sembra più lontano, sfuocato. Si perde il calore delle tre dimensioni (la fisicità) e rimane solo una fredda immagine bidimensionale. Sono tutte menate cerebrali, lo so. Ma in questi giorni sono davvero confusa. Altro che l’invenzione della realtà …

sotto-voce

Come mi piacciono queste voci di donna. Adele io l’ho scoperta davvero solo ora. Chasing Pavement non mi aveva così stregata come questo Rolling in the deep. E mi ero imperdonabilmente distratta con Hometown Glory. Si vede che il nostro orecchio, che ascolta da vicino il nostro cuore, avverte le vibrazioni in modo diverso a seconda dei momenti. A me però queste voci di donna che partono dall’anima stregano. Adele è ciccionetta.. non ha certo le Physique du Rôle della pop star scosciata e rifatta, ma provate ad ascoltarla accompagnata solo da piano e sembrerà una Ma-donna. Poi ho pensato che un’altra voce femminile che in questo periodo mi piace molto è quella d ZAZ. Neanche lei è una gran figa direbbero, ma la ascolti e ti ricordi di Edith Piaf e Je Veux è una liberazione in musica. Non vedo l’ora di vederla in concerto il 1 dicembre (Milano, Magazzini Generali). Perché quando queste voci decidono di varcare le Alpi e venirci a trovare è meglio cogliere l’attimo e uscire dalla gabbia. La gabbia …