All posts tagged: adolescenza

Hikikomori, le parole dell’esperto

Il corpo in una stanza, edito da FrancoAngeli, e curato da Roberta Spiniello, Antonio Piotti e Davide Comazzi, è il risultato della prima ricerca sul fenomeno degli hikikomori, i ritirati sociali, in Italia. Racconti di casi clinici, terapie, riflessioni per far conoscere una patologia crescente e per darne una panoramica completa, dall’individuazione al trattamento. Questa è l’intervista integrale a Antonio Piotti che ho incontrato in occasione del mio articolo per Gioia!. Il fenomeno hikikomori, nella dimensione italiana, è recente, da quanto viene indagato? Avevo già scritto tempo fa un libro, Il banco vuoto, che si riferiva a un unico caso clinico che poi è stato trasformato un una pièce teatrale portata nelle scuole. Come associazione Minotauro seguiamo questi casi da una decina di anni, ma la ricerca di cui tratta il libro è iniziata tre anni fa. È la prima in Italia, che cerca di dare una panoramica completa, dall’individuazione della patologia, al trattamento. Qual è la dimensione del fenomeno? Noi abbiamo calcolato 60 mila casi. Un numero che ci dice che la situazione è problematica, anche …

Hikikomori, il corpo solo

[Pubblicato su Gioia! del 25 luglio 2015] Ogni mattina Francesco passa un’ora davanti lo specchio. La spazzola tra i capelli, il ciuffo che non viene, la piega. Il tempo passa, il rischio di arrivare tardi a scuola aumenta. Finché un giorno, il ritardo è troppo persino per provare a uscire. E un altro giorno, semplicemente, Francesco non esce più. Mai più. Sono 60mila i ragazzi che in Italia sono diventati dei “ritirati sociali”. Un fenomeno che dividiamo con il lontano Giappone, dove il massimo esperto in psichiatria adolescenziale Saitō ha coniato il termine di “hikikomori”, e che per la prima volta, grazie a un équipe di psicologi della cooperativa Minotauro, è stato indagato con una ricerca iniziata tre anni fa ora raccontata nel libro Il corpo in una stanza. «È una situazione problematica, di cui si comincia a parlare anche in Francia e Spagna. Inizialmente era stata individuata una possibile causa nel particolare legame tra madre e figlio. Ma oggi, che i casi si moltiplicano anche in Corea e Cina, l’hikikomori si configura come un …

Sexting, il sesso su chat

[Pubblicato su Gioia! del 6 giugno 2015] «Basta guardarsi intorno. È in atto una crescente sessualizzazione della nostra società. La chiamano pornification, un continuo bombardamento on line e off line di immagini e messaggi ammiccanti e provocatori, che non può non influire sull’identità e sui comportamenti degli adolescenti. Ecco perché il sexting è soprattutto un fenomeno culturale». Le parole sono di Giovanna Mascheroni, referente italiana di EU Kids Online che il 5 maggio scorso ha presentato all’Università Cattolica di Milano i risultati dell’ultima ricerca del progetto europeo Net Children Go Mobile. «In Italia il fenomeno è raddoppiato soprattutto tra i 13 e 14 anni, ma rimane di minor entità rispetto all’Europa. Certo, se nel concetto di sexting includiamo anche la visione di immagini pornografiche e non solo lo scambio di messaggi a sfondo sessuale, allora bisogna considerare anche quel passaggio dal 12 al 23 per cento registrato dal 2010». Dati che così si allineano a quelli presenti nell’indagine conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza di Eurispes, con il 22,5 per cento di ragazzi e ragazze …

2015: l’anno delle ragazze

[Pubblicato su Gioa! n.9 marzo 2015] Ancora oggi, quando ci chiediamo dove e quando cominciano i diritti di ognuno di noi, vale la risposta di Eleanor Roosevelt nel suo discorso per il decimo anniversario della Dichiarazione dei diritti universali: intorno a noi. Nel quartiere in cui viviamo, a scuola, nei luoghi di lavoro. È qui che ogni bambino e bambina cerca pari giustizia, pari dignità e pari opportunità. Più che nei proclami, nelle quote o nelle leggi (che pure servono), la libertà cresce nella condivisione di valori comuni, nella cultura. Quando la fotografa Rania Matar ha cominciato a ritrarre adolescenti americane e libanesi, voleva cogliere il senso e la complessità di un momento di passaggio: quello in cui una fanciulla comincia ad avere esperienza del diventare donna. Tra angoscia e fiducia, scoperta e provocazione, egocentrismo ed emulazione, le bambine di due mondi distanti sembrano avere sentimenti e aspirazioni simili. Forse perché, lo sguardo dritto all’obiettivo e al futuro, tutte rivendicano “solo” uno spazio vitale. Un diritto di presenza. In ogni caso, il 2015 sarà il loro …

Ma cosa hai nel cervello?

Non ditemi che non capita di chiedervelo almeno una volta al giorno. Quando trovi maglie e pantaloni arrotolati dentro l’armadio e pensava, lui o lei, di averli messi a posto. Le luci che rimangono perennemente accese. E poi ti dice le cose due giorni dopo di quando avrebbe dovuto dirtele. Non so più cosa significhi realmente: «Sì, l’ho fatto», perché in effetti, averlo fatto significherebbe, almeno per me, un’altra cosa. A volte mi chiedo persino come faccia andare bene a scuola. Devono essere dotati di superiori poteri di comprensione questi professori, poteri molto vicini alle capacità di certi hacker di decriptare password… È stato appena pubblicato il libro The Teenage Brain: A Neuroscientist’s Survival Guide to Raising Adolescents and Young Adults e io gli ho dato un’occhiata speranzosa. Sì perché Frances Elisabeth Jensen, professoressa nel dipartimento di neurologia alla Perelman School of Medicine, Università della Pennsylvania, e Amy Ellis Nutt, science reporter nonché premio Pulitzer del Washington Post, autrici del libro, non solo promettono uno sguardo rivoluzionario sul cervello degli adolescenti, ma, da genitori a loro volta di adolescenti di ambo i sessi, di dare suggerimenti pratici e sfatare …

Sexting e cyberbullismo. Quale legame?

Federico Tonioni, psichiatra, responsabile del primo ambulatorio italiano che si occupa di dipendenza da internet del Policlinico Gemelli di Roma, è autore del libro edito da Mondadori Cyberbullismo. Ne avevo già parlato qui ed ho avuto occasione di conversare con lui per un articolo sul sexting per il settimanale Gioia! Quella che segue è l’intervista integrale. Nel suo libro dice che la comunicazione non verbale favorisce pensieri e comportamenti disinibiti, incrementando l’aggressività e la sessualizzazione delle relazioni, lo può spiegare? L’esacerbazione degli istinti, dalla rabbia alla sessualità, è una caratteristica della comunicazione on line. Se manca il contatto fisico, il limite della dimensione del corpo, la comunicazione cambia. Basti pensare che, anche se si parla su Skype, non si diventa rossi… Parallelamente però, per i ragazzi interviene un altro tassello: la costituzione del profilo sul social network. Ora, il profilo in genere è la sede di una serie di proiezioni di una parte di sé idealizzata. A volte provocatoria. È il sogno ad occhi aperti di una volta, la parte romanzata di noi che vorremmo raccontare al mondo. La costruzione ideale dell’identità non è di per sé dannosa, ma, mentre …

Riccardo Iacona e gli Utilizzatori Finali

Un libro nato da un’inchiesta che è stata anche una puntata di Presa Diretta. Utilizzatori Finali, edito da Chiarelettere, con Liza Boschin, Federico Ruffo, Elena Stramentinoli, è un faro puntato nel lato scuro dell’adolescenza. Quella in cui, tantissimi minorenni, ragazzi e ragazze, credono che il sesso sia ormai pura merce di scambio. I dati di Eurispes, le ricerche di Cremit, di cui ho già parlato nel mio articolo per Gioia!, sono solo un ulteriore prova. Anche se, come si legge nel libro di Iacona, il fenomeno non viene affatto indagato e tanto meno prevenuto, cercato, educato. Ho parlato con Riccardo Iacona proprio in occasione del mio lavoro sul sexting. Quella che segue è l’intervista integrale. Il fenomeno sexting di cui si parla anche nel tuo libro è un po’ la cartina di tornasole della mancanza di rispetto o amore per se stessi.. si può dire che questo fenomeno è alla base culturale, emotiva di anche di casi come delle ragazzine dei Parioli? Certo, questo è il segnale che il corpo è ormai merce di scambio e questa cosa non fa scandalo, né tra …

Generazione tablet

Katia Provantini, è una psicologa esperta in problematiche evolutive con particolare riferimento alle difficoltà scolastiche e dell’apprendimento, è presidente della Cooperativa Minotauro, e autrice del libro per genitori Generazione Tablet. Ho avuto occasione di parlare con lei per un pezzo sull’adolescenza per Sette (qui il link). Quella che segue è l’intervista integrale. Perché l’adolescenza e soprattutto la preadolescenza sono diventate età così problematiche? Questo è un periodo di grandi cambiamenti sociali e i genitori di oggi non possono più usare la loro giovinezza e i loro valori di riferimento come modello di misura. Tutto ciò spaventa e per conseguenza spaventa anche l’adolescenza. Per i giovanissimi del resto, la mancanza di opportunità nel futuro si traduce in una mancanza di opportunità di diventare grandi in modo sereno. Alcuni problemi sono emersi quando i New Millennium Learners, o nativi digitali, sono diventati grandi. Non ci eravamo preparati abbastanza? Gli adulti in generale, e gli italiani in particolare se si guardano i dati, sono affascinati dalla tecnologia, ma spesso ne fanno un uso inconsapevole: pubblicano foto dei loro bambini molto piccoli e non riescono a limitarne l’uso. A tavola, per …

Undici. Del punire (a scuola) e altri luoghi

Una volta, si obbediva per paura. Paura di un paio di ceffoni, di una sonora sgridata e di alcune punizioni. Ci si levava in piedi quando il professore o la professoressa entrava, non si alzava la voce e stavi sicuro che un quattro o una nota non erano foriere di comprensione e complicità familiare, ma di una ferrea alleanza tra scuola e genitori. Oggi, invece, il genitore evoluto pretende che le regole stabilite vengano rispettate per amore. Per amore pretendiamo di essere ascoltati, rispettati, seguiti. Non che il ricatto affettivo sia più debole di quello del terrore, ma di fatto è il risultato dell’evoluzioni dei costumi e noi, ragionevolmente e giustamente, ci vantiamo di aver radialmente modificato, nel giro di una o due generazioni, il rapporto tra adulti e giovanissimi. Eppure qualche modo per punire chi non rispetta le regole bisogna pur trovarlo. Se non altro, per dare una prima mano sul che cosa sia il senso civico e il vivere insieme. Personalmente, dopo aver condiviso alcune regole (uso e tempo dei vari device, chi fa cosa e come, linguaggio), …

Dieci. I nostri compiti

Se pensate che questo sia un post lamentazione sui compiti eccessivi e sulle estenuanti sedute per farli e farli fare, vi sbagliate. Io, dei tanti e stramaledetti compiti che rovinano le feste comandate, i week end e le sere, non ne so praticamente nulla. Anche perché, il preadolescente si chiude in camera e mi dice, quando ci sono, di non entrare. E, quando non ci sono, che chiedo, quando ritorno, se magari ha bisogno che io dia una “controllatina”, mi risponde: «Se hai voglia fai pure, ma non toccare nulla». Persino quando si esercita con il pianoforte origlio dalla porta… Pare eccessivo lo so, e diciamo forse che ho un po’ estremizzato per il gusto della drammatizzazione, ma è esattamente così: lui, il preadolescente, i compiti li fa da solo. Da sempre. Proprio come facevo io. Come facevamo tutti. Oggi, invece, non c’è mamma che mi snoccioli il rosario dei suoi (di lei) compiti. E che mi guardi come una snaturata quando io sgrano gli occhi e le dico: «Ma perché, tu fai i compiti con lui/lei?». Glielo domando apposta …