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Donne che viaggiano sole

Lewis e Clark ci impiegarono poco più di due anni. Dal maggio del 1804 al settembre del 1806, per arrivare via terra alla costa pacifica, partendo da Saint Louis fino ad Astoria, costeggiando il fiume Missouri. Una compagnia di una trentina di persone che andava alla scoperta dell’Ovest, tra le tribù Sioux dei Yankton, Lakota, Mandan… Emanuela Crosetti, 38 anni, fotografa e appassionata di storia americana, questo viaggio invece l’ha voluto rifare da sola, in un mese, portando con sé i diari della prima spedizione (il libro che lo racconta uscirà a maggio edito da Exorma): «Se fossi vissuta nell’Ottocento, sarei andata con loro. Oggi, nei tre mesi all’anno che dedico al viaggiare, preferisco partire da sola, contare solo su me stessa, ed essere svincolata da qualsiasi legame ed obbligo temporale. L’avventura in solitaria è l’unico modo per conoscere e capire i luoghi in cui ti muovi. Anni fa, quando ho cominciato percorrendo le strade della ex Jugoslavia, tra Bosnia, Serbia e Kosovo, ho capito che quello che fa paura nel viaggiare da soli è …

Solitary dinner

Le prenotazioni sono aperte. Se volete una solitary dinner (cena per single) ad alto tasso di food design e zero connessioni, scrivete a b.kappers@lensvelt.nl e prenotatevi per uno dei giorni tra venerdì 28 (pranzo), sabato 29 (cena) e domenica 30 (pranzo) novembre prossimi: se tutto andrà a buon fine avrete tutte le indicazioni del vostro Pop Up One Person Restaurant organizzato al Lensvelt Hub Amsterdam da Eenmaal, il primo one-person restaurant del mondo. Mangiare da soli sta diventando una tendenza nell’atto del mangiare, ma anche una nuova sfida per i designer che devono disegnare questa esperienza. Privati di tablet e smart phone, il momento del pranzo è tutto dedicato alla contemplazione del cibo e dello spazio. Intervistata da Freunde von Freunden, l’art director e fondatrice Marina van Goor ha detto che il lancio di Eenmaal ha dato il via a una riflessione globale su cosa significhi mangiare al ristorante da soli, cosa che, in genere, non è prevista… Così, dopo l’Olanda, Brasile, Cina e India si stanno attrezzando. A dicembre il solitary dinner si sposterà alla School of Life di Anversa. Menu di 35 euro, XXL Bloody Mary e vini compresi, verdure …

Amsterdam, it’s shopping

È terapeutico, liberatorio e persino adrenalinico. Fare shopping piace e, che storciate il naso o meno, è una delle attività più piacevoli, e unisex, quando ci si trova in viaggio. Così, anche se andate ad Amsterdam con la scusa che è il 125esimo anno dalla morte di Van Gogh, che la nuova hall del Rijksmuseum e dello Stedelijk sono bellissime, così come lo sarà il nuovo ingresso del Van Gogh Museum, varrà prendere un volo aereo, anche solo per divertirvi a comprare e schiacciare il naso sulle vetrine. Amsterdam, d’altra parte, chiama alla leggerezza e al sorriso. Si può, e si deve, indulgere all’effimero, al piacere dell’inutile. Vi siete mai chiesti perché Amsterdam è la città dei fiori? Certo, i tulipani, la bolla, i girasoli e bla bla bla… ma è perché durano poco, come la bellezza, e per questo valgono di più. I migliori li trovate da Pompon in quell’angolo di Prinsengracht in cui basta sedersi e guardare…   Certo, i fiori non sono esattamente quello che si può definire un trofeo di viaggio. Scansati …