All posts tagged: architettura

In vacanza a casa dell’architetto

Non è certo il confort che spinge a soggiornare in una delle venti stanze all’interno del L’Unité d’Habitation di Le Corbusier nella periferia di Marsiglia. Di radioso, quelle camere fin troppo minimaliste con mobili originali dello stesso Corbu, Charlotte Perriand e Jean Prouvé, hanno la vista e un glorioso passato, ma non lo standard a cui siamo abituati oggi quando dormiamo in un cinque stelle. All’ingresso qualcuno fa notare che le targhe dei residenti riportano un ugual numero studi di architettura e di psichiatri, e che i lunghi corridoi potrebbero suscitare sinistri pensieri. Tuttavia l’architettura, soprattutto quando è rivoluzione dell’abitare, è anche un’esperienza da vivere. Ne sanno qualcosa Connie Lindor e Scott Muellner, a loro volta laureati in architettura all’Università del Minnesota College of Design, e fondatori di PlansMatter.com, il sito sui cui si possono affittare, anche per il breve periodo di una vacanza, case di architetti moderni e contemporanei. C’è la Kinney House di Frank Lloyd Wright a Lancaster (foto di apertura), nel Wisconsin, progettata nel 1951 per la famiglia Kinney, ed esempio perfetto …

L’estate del Villaggio

[Pubblicato su Sette/CorrieredellaSera del 22 maggio 2015] Negli anni Sessanta era il Villaggio voluto da Enrico Mattei per i dipendenti Eni. Ma era anche il tentativo di costruire un luogo nuovo di socialità e comunità, ed è stato, negli anni dell’abbandono, meta di pellegrinaggio di architetti perché, questi oltre 100 mila metri quadri sopra Borca di Cadore, con più di 250 ville, due alberghi, una colonia e un campeggio, sono uno degli esempi più alti di architettura alpina. A firmarla fu Edoardo Gellner, famoso per le Olimpiadi Invernali del 1956 e che nella chiesa collaborò con Carlo Scarpa. Ma, come dice Gianluca d’Incà Levis, curatore di Dolomiti Contemporanee e Progetto Borca «L’architettura non serve per essere contemplata, ma vissuta». Così, sarà lo stesso Levis a fare da guida durante la visita del 16 maggio, la prima della stagione. Poi le aperture saranno comunicate su progettoborca.net fino a luglio, quando il sito sarà mostrato ogni week end. «La colonia è il vero oggetto della rigenerazione. Gli artisti vi lavorano utilizzando “parti” del luogo: dalle coperte di …

Architetture alpine. Un libro tour

Sono sempre stata un’esteta delle altitudini. Naturali e artificiali. Non poche volte mi hanno sorpreso incantata davanti a certe linde architetture residenziali di Sils Maria, Surlej o Scuol. Una volta, a Sils Baselgia, una signora è uscita in giardino per chiedermi il perché stessi da dieci minuti fissata su un particolare della grande vetrata. Perché è bella, le risposi. E lei mi ringraziò. L’architettura alpina ha sempre un grado di purezza in più. Sarà per la luce cristallina, i tagli, l’ossigeno che la trafigge, ma riesce sempre a godere di una materica aristocrazia degli spazi. E sarà anche perché spesso si tratta di rifugi del corpo e dell’anima, non di abitazioni che ci accolgono dopo giornate di lavoro, e lo spazio dell’otium ha di per sé una sacralità che di solito non si riserva a un edificio semplicemente residenziale. Claudia Miller e Hannes Bäuerle sono due architetti di interni che hanno, a quanto pare, la mia stessa passione: l’architettura in montagna. Ne hanno fatto un bel libro, Alpine Retreats, il cui pregio maggiore è forse quello di rendere evidente come, nelle altitudini, l’architettura moderna e …

Charlotte e le altre…

In ogni storia, si nasconde sempre una buona parte di ironia. Nella storia del design, per esempio, è probabile che questa ironia si materializzi in una coppia di cuscini colorati. Precisamente, in quella disegnata nel 1925 da Claire Wagner Kosterlitz, giovane studentessa del Bauhaus di Dessau, la cui opera, secondo Juliet Kinchin, curatrice della mostra Designing Modern Women, 1890s–1990s, dal 5 ottobre nelle sale di Architettura e Design del MoMA di New York, «può essere assunta a simbolo del potenziale creativo e professionale delle donne, nonché della loro capacità di introdurre nella quotidianità, anche attraverso oggetti umili, il linguaggio delle avanguardie artistiche». Nei primi decenni del Novecento, occuparsi di cuscini non doveva tuttavia essere gratificante. E non solo perché Kosterlitz fu costretta per tutta la vita a nascondere il suo talento dietro un lavoro di badante a tempo pieno, ma anche perché dedicarsi al design tessile era considerata un’attività prettamente femminile e quindi, minore. Per esempio, quando, in un pomeriggio del 1927, disegni sottobraccio, Charlotte Perriand si presentò allo studio di Le Corbusier per cercare …