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#tisaluto

In Italia l’insulto sessista è pratica comune e diffusa. Dalle battute private agli sfottò pubblici, il sessismo si annida in modo più o meno esplicito in innumerevoli conversazioni. Spesso abbiamo subito commenti misogini, dalle considerazioni sul nostro aspetto fisico allo scopo di intimidirci e di ricondurci alla condizione di oggetto, al violento rifiuto di ogni manifestazione di soggettività e di autonomia di giudizio. In Italia l’insulto sessista è pratica comune perché è socialmente accettato e amplificato dai media, che all’umiliazione delle persone, soprattutto delle donne, ci hanno abituato da tempo.Ma il sessismo è una forma di discriminazione e come tale va combattuto. A gennaio di quest’anno il calciatore Kevin Prince Boateng, fischiato e insultato da cori razzisti, ha lasciato il campo. E i suoi compagni hanno fatto altrettanto. Mario Balotelli minaccia di fare la stessa cosa. L’abbandono in massa del campo è un gesto forte. Significa: a queste regole del gioco, noi non ci stiamo. Senza rispetto, noi non ci stiamo. L’abbandono in massa consapevole può diventare una forma di attivismo che toglie potere ai …

buon compleanno Ipazia

Un anno fa scrivevo Cominciamo così. “Così”, che era poi un modo per sciogliere il ghiaccio, per vedere cosa succedeva se buttavo un sassolino nel mare del web. “Così”, era un po’ anche il “foglio del come” di cui parla Maurizio Crozza quanto tira in ballo il Partito dei Carini, e mi viene da ridere, o da sorridere, perché davvero dopo averci pensato per alcune settimane, mi sono messa scrivere post non sapendo minimamente dove stavo andando, ma certa del mio desiderio di mettermi in viaggio. Ed è strano perché io raramente mi volgo indietro e detesto pure gli anniversari, segni del tempo che passa e che non è più. Eppure qui, in queste pagine, i mesi trascorsi hanno intessuto, trama e ordito, legami nuovi e pensieri condivisi. Ho spesso definito queste pagine una sorta di seduta collettiva davanti al riflesso specchiato di noi stesse. In mezzo, tra noi e il riflesso di noi, la rabbia e il talento (spesso frustrato), l’invidia e la generosità, l’intransigenza e la compassione. Madri e figlie, donne e compagne, …

Conflitti di classe

Questo post partecipa alla Giornata di Blogging per la Scuola. Gli altri blogger partecipanti li trovate sulla pagina dedicata di Facebook Se c’è un dato che fa riflettere sullo stato della scuola pubblica è la migrazione verso la scuola privata. Tra questi migranti, lo dico subito, ci sono anch’io. Nell’ultimo anno della scuola materna di mio figlio, quando vedevo l’orrore della Riforma Gelmini profilarsi all’orizzonte, insieme alle mamme degli altri “primigini”, così come si chiamano i bambini che si avviamo alla scuola elementare, ho manifestato e scritto. Incontrato maestre e istituzioni (rassicuranti). Poi però, alla scuola elementare che sarebbe stata la naturale, e consueta, prosecuzione di quell’asilo, mio figlio non l’hanno preso. La vicedirettrice, molto dispiaciuta, mi ha chiamato giustificandosi che il bacino di utenza si era, per così dire, ristretto. Per mantenere un tempo pieno di qualità e non fare semplicemente un parking pomeridiano, le regole di accesso erano diventate più rigide, e quello che era stato possibile fino all’anno precedente, ora non lo era più. Io, d’altra parte, una scuola più vicina a …