All posts tagged: #buonascuola

Una scuola tutta per noi

Che cosa è la scuola? La risposta più semplice sarebbe: il nostro futuro, ma forse è imbevuta di una certa retorica. Che cosa è la scuola, allora? Per una parte dei genitori, molti, un investimento sui propri figli; la pianificazione, responsabile e scrupolosa, di un domani migliore. Non basta. Che cosa è la scuola, allora? Una palestra di vita, una possibilità di incontro, e scontro, un percorso di formazione verso la cittadinanza. Pretendo troppo. È bene ricordare che, secondo la Costituzione Italiana, la risposta sta nell’articolo 34 che recita: “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. È con queste premesse, a mio parere, che si deve leggere il libro di Carolina Pacchi e Costanzo Ranci White Flight a Milano. La segregazione sociale ed etnica nelle scuole dell’obbligo (FrancoAngeli). È con queste premesse perché prendere atto, essere consapevoli di cosa è successo e sta succedendo nelle nostre …

Questioni di merito

Puntuali come le feste comandate, al via delle prove Invalsi (ultimo appuntamento 17 giugno per i ragazzi di terza media), partono anche le proteste. Scioperi, bambini non mandati a scuola, azioni di boicottaggio da parte degli insegnanti. Il nostro Paese, è cosa nota, ha qualche problema nell’accettare le misurazioni. Che poi non sono altro che regole, condivise, per conoscere meglio il nostro operato secondo l’adagio, tutto nordico per la verità, che misurare è conoscere. Ma, come dice Giorgio Neglia, consigliere del Forum della Meritocrazia e coordinatore gruppo di lavoro che ha messo a punto il primo Meritometro in Europa: «Riconoscere e promuovere il merito, in Italia, è soprattutto un problema culturale. La valutazione è percepita come evento punitivo, mentre è proprio la condivisione di standard oggettivi la strada per costruire una società che punta su conoscenza e competenze, una società meritocratica». Inutile dire che, in base ai sette pilastri usati come indicatori quantitativi per misurare il merito (libertà, pari opportunità, qualità del sistema educativo, attrattività per i talenti, regole, trasparenza, mobilità sociale), il nostro Paese …

Gli indifferenti

Questo è l’ultimo post in cui parlo di scuola. Ho sempre pensato che per vedere come sta questo Paese bisogna infilarsi nelle scuole, nella aule, ma c’è un limite a tutto. Soprattutto al mio interesse per gli indifferenti. Coloro che abdicano all’esercizio dei propri diritti. Perché sì, e so che è difficile da capire qui ai confini del senso civico, ma i diritti acquisiti prima di goderli, bisognerebbe esercitarli. Solo che esercitare i propri diritti, dovere civico per eccellenza, in questo Paese vuol dire essere una rompicoglioni. Quindi, ebbene sì, io sono una rompicoglioni. Sono una rompicoglioni perché mi aspetto che la scuola sia adempiente nell’organizzare l’attività alternativa all’ora di religione (sarebbe obbligatorio). Sono una rompicoglioni perché mi aspetto che la scuola pubblica mostri delle prassi educative che prevedano l’inclusione e il rispetto per il prossimo, invece di praticare costantemente, e verbalmente, delle differenze tra chi è maschio e femmina, tra chi è fortunato e meno, tra chi viene a scuola e chi non ci va (e che “fa schifo” a detta di una prof). …

Lode al secchione

[Pubblicato su Gioia! del 21 maggio] L’orgoglio di ogni genitore. Una pagella con tutti 10. Una fama da bravo ragazzo, o ragazza, che ti tallona dalle elementari. Il che, come confessa Luca Marannino, il liceale del liceo Berchet di Milano salito alle cronache per una pagella tanto perfetta da scriverci un libro (Secchione ma non troppo, Mondadori Electa), può creare alcuni contrattempi alla vita sociale. Poco male, perché alla fine sei pronto per la conquista della tua lode. E senza – pare – aver studiato troppo, dedicandoti a sport, musica, volontariato. Strano? A dire il vero, no. Il mito del secchione curvo sui libri è infatti un falso storico e, visto i dati Ocse, l’organizzazione che misura il livello di istruzione dei principali paesi industrializzati, anche contemporaneo. Con i nostri adolescenti che passano quasi il doppio del tempo dei loro coetanei d’oltreconfine a svolgere i compiti a casa e, nonostante questo, consegnano all’Italia numeri da maglia nera per abbandono scolastico (quasi il 18 per cento, primi in Europa) e tasso di laureati (il 22 per …

Del talento e della fatica

La professoressa Daniela Lucangeli è vice-presidente dell’Associazione Gifted and Talented Education e professore Ordinario di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso l’Università di Padova. Con lei, in occasione di un mio articolo per Gioia, ho parlato di valorizzazione del talento e di pratiche educative nella scuola. Ecco l’intervista integrale.  Come riconoscere, e valorizzare, i bambini e le bambine ad alto potenziale? L’argomento è complesso. Anni fa l’ufficio scolastico del Veneto rilevò che quasi il 62 per cento di studenti ad alto potenziale cognitivo abbandonava la scuola dopo la terza media. Il problema, oltre che economico, era evidentemente anche etico. D’altra parte, quello che è stato rilevato in Veneto succede anche su ampia scala, tanto che è l’Organizzazione Mondiale della Sanità a dire che i bambini ad alto potenziale cognitivo sono spesso segnalati tra quelli che hanno difficoltà emotive e sociali. In ogni caso, siamo in presenza di un gifted children quanto il QI supera i parametri di norma, ma l’idea non è tanto la valutazione della quantità quanto della qualità: difficilmente si hanno potenziali alti in tutte le funzioni, semmai, si …

La #buonascuola? Esiste già

La #buonascuola? In parte, c’è già ed è quella che 22 scuole capofila del movimento delle Avanguardie Educative Indire hanno iniziato dando il via a una trasformazione complessiva della scuola. Ovvero, rivedere non solo la pratica didattica quotidiana, ma anche l’organizzazione e l’uso della struttura, degli spazi, dalle le aule ai corridoi, dalle mense alle biblioteche e palestre. Questa è un’intervista con Elisabetta Mughini, dirigente di ricerca dell’area innovazione di Indire Avanguardie Innovative. Qual è l’intento di questo Movimento? Le 22 scuole non solo firmatarie del manifesto, ma sono state individuate perché esprimono già una buona pratica della trasformazione della scuola. L’intento è quello dimettere in Rete le scuole e le loro esperienze per fare da “guida” anche quelle che vogliono intraprendere la stessa trasformazione. Quante sono le scuola che vi stanno seguendo? Sono 167, di ogni ordine e grado. E possono decidere di adottare anche una sola delle dodici idee che trovano nel manifesto. È interessante notare che le capofila non sono locate in grandi centri, ma in zone della provinaci italiana dove la cura …

La chiamavano #buonascuola

Francesco Avvisati è un analista dell’Ocse, l’istituto che monitora lo stato di salute dell’istruzione a livello internazionale. Con lui ho parlato di #buonascuola, di Invalsi e di come dovrebbe essere una scuola davvero utile al futuro dei nostri ragazzi. Innanzi tutto, il tema dei voti come valutazione, con la rincorsa, tutta italiana, del 10 fin dalla prima elementare. Ma il voto è davvero funzionale alla formazione degli studenti? Ed è soprattutto un indice valutativo ancora valido? I voti sono senz’altro strumenti importanti per dare un feedback all’alunno. Quello che caratterizza il sistema italiano però sono i tanti livelli di voto, sia nella sufficienza che nella insufficienza. Nella maggior parte dei Paesi l’insufficienza è una sola. Dare 2, 3 o 4 non fa di fatto alcuna differenza a livello di informazione e rischia solo di essere causa di demotivazione e scoraggiamento. L’Italia, come la Francia, ha ancora un sistema tradizionale, che segue lo schema di una scuola elitista destinata a selezionare più che a formare, e alla fine, tutto questo si rivela troppo punitivo. Come valutare …