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Il pianeta salvato dai (quasi) vegani

Quando, un paio di anni fa, Bill Gates assaggiò una delle prime versioni di carne biomimetica, ovvero una carne vegetale capace di ricreare sapore, consistenza ed esperienza sensoriale del tutto simili alla carne vera, disse che quello che stava mangiando non era solo un sostituto intelligente della carne, ma il futuro del cibo. Aveva ancora una volta ragione, il solito Bill, che se la nostra consapevolezza sull’alimentazione salutare aumenta, non cala invece il desiderio di cibarci di carne. E d’altra parte, come sottolinea lo studio di The Good Food Institute, quando dobbiamo scegliere cosa mettere nel piatto, è il palato che comanda e, con una popolazione mondiale che entro il 2050 arriverà a 9,8 miliardi, la domanda di cibo derivato da animali è destinata ad aumentare del 70 per cento. Basta fare due semplici conti per capire che la Terra non reggerà a questa richiesta: «L’ultimo rapporto delle Nazioni Unite ribadisce che il vero problema del nostro pianeta è l’uso di terra agricola per l’allevamento di animali», dice Sebastiano Cassia Castiglioni (la mia intervista completa …

Sebastiano Cossia Castiglioni, la carne del futuro non sarà di carne

Lo definiscono un imprenditore attivista. I suoi interessi sono il vino, il cibo, la tecnologia, l’arte, ma soprattutto gli animali e i loro diritti. E il pianeta tutto, che lo sfruttamento del suolo ha un effetto disastroso sul cambiamento climatico. Sono cose risapute. E quello che mi colpisce di più di Sebastiano Cossia Castiglioni, in questi tempi di affannosa ricerca di profitti, e in breve tempo, è che si possa muovere denaro e contemporaneamente pro-muovere uno stile di vita equo. Ma mi colpisce anche l’esistenza visione in grado di com-prendere la complessità che ci circonda, visione che sembra sostenere i suoi investimenti. Lo incontro per parlare della carne del futuro, dei voli in borsa di Beyond Meat, il che in parte significa riflettere su come va il mondo e di come possiamo veicolare un’altra idea di impresa. Cosa c’è dietro il Castiglioni pensiero? Una visione che mi accompagna da 35 anni: avevo 15 anni quando per la prima volta mi sono concentrato sul tema etico degli animali e sull’interazione con l’uomo. È questo che forma la mia …

Facciamolo crudo

Nell’epoca del cibo ossessione, passato, come scrive l’antropologo Vito Teti nel suo ultimo Fine Pasto (Einaudi), dall’essere un’utopia per le “pance vuote” al troppo pieno, di senso e di fatto, delle nostre tavole, non poteva mancare la variante del crudismo. Che ci dovrebbe riportare, secondo le parole di Stefano Momentè, esperto di alimentazione e autore di numerosi libri sul tema, «al cibo originario, il più vicino possibile allo stato naturale e per questo ricco di tutti i nutrienti in forma perfetta». Il cibo che ci accomuna agli altri essere viventi del pianeta insomma, i quali, al contrario di noi, non lo cuociono, non lo mescolano e se ne nutrono solo quando hanno fame. Questa, per così dire, l’apparecchiatura salutista e socioculturale, contornata dalla solita sfilza di star che giurano di seguire la dieta crudista, almeno nella sua versione contemporanea, quella cioè che oltre ai vantaggi nutrizionali, appaga palato e vista. Un crudismo gourmet che rispetta le regole di un regime alimentare che prevede un consumo prevalente di verdure e frutta di stagione, quindi di semi …

Due chiacchiere con Pietro Leemann

Ho scambiato parole con Pietro Leemann per un mio pezzo per Style Piccoli, questa è l’intervista integrale. A 15 anni folgorato da una charlotte russa.. è importante essere emozionati dal cibo quando non solo il nostro gusto, ma anche i nostri circuiti emotivi si stanno formando? Sono convinto che noi nasciamo con delle predisposizioni. Siamo in un certo senso predisposti a una certa esperienza di apertura al cibo, ma è importante anche il luogo in cui viviamo e come ci vengono trasmessi l’educazione e il rispetto per il cibo. Io ero predisposto a essere vegetariano e alla qualità del cibo. D’altra parte sono nato in un famiglia in cui si cucinava bene e vicino alla natura…. Perché il cibo è così importante? Perché il cibo è determinate, o meglio ci determina: a seconda del cibo che decidiamo di mangiare, noi abbiamo una trasformazione. Per questo è importane coltivare l’apertura verso il cibo tutto, soprattutto quello nuovo. L’atto di mangiare è in fondo un’affermazione di sé. Inoltre il  cibo va sempre osservato come fonte di condizionamento o di libertà. Se scegliamo …

Il cibo, Leemann e la libertà

[Pubblicato su Style Piccoli maggio-giugno 2015] Arriverà il giorno in cui alla cassa del supermercato non ci saranno più caramelle, ma mele. E con una mela premieremo i nostri figli e le nostre figlie. Presto il cibo non sano, il junk food, non sarà più sostenibile, né per l’ambiente, né per la nostra salute, e allora saremo grati a chi ha coltivato il rispetto per tutti i cibi del pianeta, e a chi ci ha ricordato che il momento in cui ci si siede a tavola insieme, è sacro. Bisogna essere consapevoli che noi siamo quel che mangiamo. Pertanto, quando scegliamo con cosa alimentarci, determiniamo anche noi stessi come persone. E quando, come genitori, decidiamo cosa dar da mangiare ai propri figli, compiamo un atto educativo. Io stesso l’ho fatto con mia figlia Romy, cresciuta vegetariana. Diventata grande, lei ha scelto da sola cosa mangiare e ha scoperto di amare la cucina a base di pesce. Perché educare non significa imporre, ma semplicemente donare strumenti di conoscenza. Per esempio, far assaggiare fin dai primi anni …