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Mindful eating. Smetterla di fare diete ed essere felici

Mettete un acino di uva passa nel palmo della mano, osservatene il colore, la forma, la superficie. Quindi prendetelo tra le dita e sfregatelo, schiacciatelo dolcemente, avvicinatelo al naso e sentitene il profumo. Potrebbe emettere qualche suono? Avvicinatelo all’orecchio e ascoltate. Ora mettete in bocca l’acino, ma non masticatelo: prima cercate di avvertire il sapore, la consistenza, la ruvidezza. Una volta stretto tra i denti e quindi nello stomaco, visualizzatene il percorso e chiedetevi quale appagamento, fisico ed emotivo, vi ha dato. È questo uno dei primi esercizi di alimentazione consapevole proposti dalla Stress Reduction Clinic dell’Università del Massachusetts. Come sostiene la pediatra e abate del monastero zen Great Vow in Oregon Jan Chozen Bays, autrice di Mindful Eating (l’alimentazione consapevole appunto) pubblicato in Italia da Damiani Editore, il problema è che negli ultimi anni ci siamo “ammalati” di nutrizionismo. Mangiamo in maniera scientifica seguendo con ansia l’ultima ricerca, e dieta, del momento; scegliamo gli alimenti sempre più razionalmente basandoci sui dati nutrizionali, ma ci dimentichiamo che il cibo è soprattutto piacere. Ci dimentichiamo che noi …

Nutrigenomica: il cibo che modifica i nostri geni

Nutrigenomica, epigenetica, nutraceutica. Ecco parole che sentiremo sempre più spesso quando si parlerà di longevità e buona salute. Di mantenersi in forma, fisica e mentale, il più a lungo possibile. Le scoperte di farmacologia e biotecnologia ci vengono in aiuto perché oggi si può scoprire in che modo, per ciascuno di noi, l’alimentazione e gli stili di vita possono modificare l’espressione dei nostri geni: è la nutrigenomica, ovvero lo studio della relazione che intercorre tra alimenti e modifiche del Dna. «Se dovessimo usare una metafora», dice Damiano Galimberti, specialista in Scienze dell’Alimentazione e professore a contratto in Nutrigenomica, nonché tra gli autori del nuovo Nutrigenomica ed epigenetica. Dalla biologia alla clinica (Edizioni Edra), «dovremo pensare a come, attraverso un interruttore, possiamo regolare l’intensità delle luce in una stanza. Nello stesso modo, si è scoperto che ci sono cibi che contengono principi attivi che, legandosi al Dna, attivano certi processi invece che altri. In pratica, quello che si modifica non è l’ingegneria del Dna, ma solo una piccola porzione dell’espressione di particolari geni: e questa è …

Vecchia a chi?

Qualcuno ci sta pensando. E studiando. Come rubare alla Mercenaria mercenaria, un mollusco che abita dalle parti delle coste dello Yucatán, il segreto delle sue proteine capaci di mantenersi intatte al passare del tempo e permettendole così di arrivare a 500 anni. Come farà quel gene speciale della balena della Groenlandia a “riparare” il suo stesso DNA, tanto da garantire all’immenso animale 200 anni di vita. Non che si voglia inseguire l’eterna giovinezza, stato per altro di estrema labilità emotiva ed economica, ma di essere, come aveva definito Catherine Mayer qualche anno fa, gioiosamente amortali, orgogliosamente senza età, sì. E mentre ci accingiamo a soffiare, il 21 aprile prossimo, le novanta candeline di Elisabetta II, una che è passata dal parlare con Winston Churchill seduta sul suo divano Chippendale a digitare tweet e firmare la legge sui matrimoni gay, forse sarà il caso di prendere atto che questo non è, e non sarà, il mondo dei giovani. «Già oggi, le persone tra 55 e 74 anni sono 14 milioni, uno in più di quelli che …