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bar condicio

Come in pubblicità. Quando un messaggio ti arriva tante di quelle volte che alla fine, neanche ti tocca più. Un gioco che ti stanca, una musica diventata poco più che rumore di sottofondo. Non c’è niente di più efficace, per togliere forza e valore a un argomento, a un’azione, che ripeterla all’infinito. Fino, appunto, all’esaurimento. Il web, tra siti dei quotidiani, blog e forum, sembra il paradiso dell’espressione del libero pensiero. Ognuno dice la sua, fa il tifo per l’una o l’altra parte, con buona pace del politically correct (che poi in Italia non c’è mai stato) e, talvolta, del buon italiano. Tant’è. Poi c’è l’informazione cartacea e la televisione. Il gioco si fa duro, e anche serio, e allora ecco che si alzano gli scudi dell’obiettività. Va bene un’opinione, se c’è anche quell’altra. Va bene un candidato, o una candidata, se viene citata anche l’altra dell’altro schieramento. Si chiama par condicio e, nella pratica quotidiana, sta diventando la morte civile della facoltà (non libertà) di espressione. Già il nostro è un Paese di grande …

cambiamento: sostantivo femminile

Copio e incollo una dichiarazione dell’Avvocatessa e Onorevole Giulia Bongiorno rilasciata in un’intervista al Corriere della Sera qualche giorno fa: «Resto convinta che l’unico modo per riconciliare i cittadini con la politica sia cambiare. Cambiare radicalmente. E in quest’ottica di rinnovamento credo che le donne saprebbero riconquistare la fiducia delle gente comune. Purtroppo rimangono confinate ai margini delle istituzioni. Da sempre sono costrette a lottare più degli uomini per affermarsi: tutto questo è ingiusto, faticoso, sbagliato, ma ha avuto il pregio di affinare le loro capacità». Copio e incollo perché l’ottimismo certe volte mi commuove. E perché, al contrario di Giulia Bongiorno, credo che la strada da fare sia, purtroppo, ancora molta. In tutti questi anni abbiamo affinato le capacità per avvicinarci ai ruoli di responsabilità, ma non ne abbiamo difatto scardinato i modelli, tutti maschili, di riferimento. Arrivate alla vetta come cani sciolti, non abbiamo costruito un linguaggio, un sistema, un modello di genere che ci renda visibili come donne. Certo, ora siamo come Ipazia nel tempio. Sappiamo che non c’è nulla da fare …