All posts tagged: design

Il design spiegato su Instagram

Diceva Zygmut Bauman che i social media minano la possibilità di progettare la nostra vita a lungo termine. Laddove tutto è istantaneo, si rischiano di perdere contenuti e relazioni (vere). L’ironia sta nel fatto che, in un tempo dove tutto si può condividere, pochissime affermazioni  sono in vero unanimemente condivisibili. Chi frequenta Instagram sa per esempio che persino attraverso un post in cui un architetto affermato è immortalato mentre si lava i denti, può passare l’informazione di un famoso ritratto del 1961 di Wilfred Roloff Beny con una Peggy Guggenheim sdraiata su un letto con testata in argento di Alexander Calder, a Venezia. Il modo in cui si utilizzano i social media è personale, non raramente ci dice del tipo di cultura che anima il progettista, e il resto lo fa la curiosità di chi guarda. «Se osserviamo i numeri, è la personalizzazione a vincere. Io cerco di trovare però un bilanciamento tra l’esposizione in prima persona e l’occasione di fornire ai più giovani una chiave di lettura sul design. Credo faccia parte del mio …

Milan Design Week 2015

  Dal 14 al 19 aprile va in scena la solita Design Week di Milano. Sarà il solito, ripeto, casino e di design se ne vedrà poco (e male). Ora, se io dichiarassi che ai tempi in cui si andava a vedere giocare a ping pong Ron Arad e Ingo Maurer allo Spazio Krizia era molto meglio, dichiarerei – anche – la mia età. Ma, considerando meglio, potrei sempre aver iniziato da molto piccola. In ogni caso, buon divertimento a tutti. Se c’è sempre la fila per cercare di vedere tutte queste cose, una ragione, ci sarà… Io, anche solo per un’ossessione compilativa, metto in questa gallery (in continuo aggiornamento) qualche anteprima di ciò che, molto probabilmente, non riusciremo a vedere… L’ultimo aggiornamento è dell’11 aprile 2015. Per seguire in diretta poi c’è Instagram..  

Aalto, il mago del Nord

Alvar Aalto (1898 – 1976) è forse l’architetto finlandese più famoso della sua generazione. Ogni volta che andiamo in qualche paese del nord Europa e vediamo quegli arredi naturalmente semplici, quella luce negli spazi, quella razionalità così umana, vediamo, anche se inconsapevolmente, un po’ della sua opera. Il Vitra Design Museum di Weil am Rhein inaugura tra pochi giorni una grande retrospettiva a lui dedicata: Second Nature curata da Jochen Eisenbrand. Vi si vedranno le sue opere principali, tra cui il Paimio Sanatorium, la Villa Mairea, la biblioteca Vyborg, il centro culturale di Wolfsburg, e la Finlandia Hall a Helsinki; nonché molte dei suoi design product più noti come la sedia di Paimio, lo sgabello S60, il vaso, Savoy. Siamo, nel gusto e nell’etica, alle radici della modernità. Spesso tutto questo è stato accostato al paesaggio finlandese, ma la mostra del Vitra si propone di raccontare anche il legame dell’architettura organica di Aalto con gli artisti del suo tempo. Da László Moholy-Nagy a Jean Arp, da Alexander Calder a Fernand Léger. Aalto quindi come uno …

La disobbedienza degli oggetti

Esiste, anche civicamente, un valore della disobbedienza. Del coraggio di allontanarsi dalla folla che grida lo stesso nome. L’azzardo della solitudine, dell’andare controcorrente per provare a fare qualcosa di nuovo. Perché la disobbedienza, in fondo, è un atto creativo e, insieme, un atto progettuale gettando in avanti, nel futuro, un’altra possibile idea di mondo. Fra qualche giorno, precisamente il 26 luglio, per la prima volta un’istituzione autorevole indagherà nei prodotti risultati da questo processo creativo. Con Disobedient Object il Victoria & Albert Museum di Londra mostrerà cosa i movimenti sociali di tutto il mondo sono stati in grado di creare e di produrre. Dall’arte tessile popolare cilena ai ciottoli gonfiabili giganti mostrati durante le manifestazioni di Barcellona, dalle teiere usate dalle suffragette ai gioielli disegnati da membri del Black Panther, dai pupazzi giganti utilizzati nella protesta contro la prima guerra del Golfo ai cartelli dipinti a mano dagli attivisti russi fatta in occasione delle manifestazioni antigovernative a Mosca del 2012. Il periodo va dagli anni Ottanta a oggi, e ciò che si mostra, sono anche le tecniche e i processi che portano alla produzione dell’oggetto: se a Copenaghen si costruiscono oggetti …

Il futuro? È nelle nostre mani

[Pubblicato su Sette/CorrieredellaSera il 18 luglio 2014] Dino Campagni, nella sua Cronica fiorentina, quella della Firenze di Dante per intenderci, annoverava la lavorazione del cuoio tra le dodici arti maggiori. Fu Cosimo I de’ Medici a istituire l’Università dei Maestri di Cuoiame, ma le botteghe, a causa delle esalazioni, furono relegate nelle vicinanze di Piazza Santa Croce dove, ancora oggi, tra le via delle Conce e dei Conciatori, si vanno a comprare sandali e borse. La zona di Santa Croce sull’Arno invece (dieci chilometri tra i comuni di Castelfranco di Sotto, Montopoli Valdarno, Santa Croce, Santa Maria a Monte e San Miniato), produce ancora il 60 per cento delle suole in cuoio naturale di tutta Europa. La Cina si è appropriata della produzione delle calzature di massa ma, secondo il rapporto 2014 dell’Osservatorio Nazionale dei distretti italiani, è quello della Val d’Arno a registrare, nei primi mesi di quest’anno, una crescita del 6,4 per cento. Poco distante, a Scandicci, l’Alta Scuola di Pelletteria Italiana forma, ogni anno, quattrocento professionisti e tecnici specializzati. Spaccare, scarnire e tagliare …